Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

giovedì, 24 dicembre 2009

Con il mio augurio, vi lascio pure quello della mia comunità. Con un noto gruppo musicale locale, i “John Titor” e alcuni ragazzi del nostro coro, abbiamo composto e inciso un singolo, la cui vendita andrà a sostenere l’associazione UNIVALE (www.univale.it) che accompagna le famiglie dei ragazzi ammalati di leucemia e tumore.
 Vi invito a guardare il video, che sarà visibile da questa sera, e a diffonderlo. Lo potete trovare sul sito:
www.johntitor.org

Auguri di cuore!
Don Roberto

scritto da: ciccio56 alle ore 19:28 | link | commenti (2)
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allarghiamo i nostri cuori e facciamo spazio per una culla in più!

BUON NATALE!

scritto da: ciccio56 alle ore 08:55 | link | commenti
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mercoledì, 23 dicembre 2009

Tutti vogliono che Gesù rinasca ne loro cuori, io invece vorrei essere uno di quei piccoli di cui Gesù dice che qualunque cosa sia fatta per loro è come se la facessero a Lui.
Ecco : - "voglio rinascere io e voglio rinascere piccolo"!

scritto da: ciccio56 alle ore 22:27 | link | commenti
categorie: nel silenzio

Stupore” - Luca 2,1-14
Santo Natale 2009
 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
 Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
 C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
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 Da bambino amavo fare il presepe. Mi piace anche adesso, intendiamoci. Ma il tempo è poco e le mie abilità manuali sono davvero scarse. Da piccolo invece passavo delle ore a sistemare il fondo con il muschio, trovare il posto migliore per la capanna, lucidare lo specchio per il laghetto, mettere i sassolini e il talco per tracciare le strade di Betlemme e, soprattutto, posizionare le statuine.
 Ognuno aveva una sua logica: la signora con il secchio del latte e le altre con le verdure doveva stare vicino alla capanna per facilitare la spesa al povero Giuseppe, mentre il pescivendolo e il fabbro stavano il più lontano possibile per non turbare il sonno del piccolo Gesù.
 Ma la mia statuina preferita, quella che occupava le mie riflessioni, era il dormiglione. Il dilemma era serio e teologico: lo metto lontano dalla mangiatoria perché dorme e non gli interessa nulla di Gesù o lo metto vicino vicino, così se si sveglia all’improvviso si può accorgere di quello che è successo? Non mi andava di colpevolizzare il povero dormiglione, ma nemmeno di posizionarlo in pole position… Così lo mettevo a metà strada, in un angolo tranquillo, con buona visuale sulla capanna.
 Ripenso a queste riflessioni di bimbo e mi viene da sorridere.
 Forse quel dormiglione è la metafora di quanto sento in me e attorno a me.
 Mi piace pensare che Gesù nasce anche per il dormiglione che non lo attende. E per noi, indaffarati e pasciuti, narcotizzati dalle pubblicità e incapaci di stupore davanti a quel cucciolo di Messia.
 Il Suo amore è più forte e tenace delle nostre superficialità e dei nostri assopimenti.
 Il Natale è l’esplosione della gratuità di Dio, il vertice della Sua fantasia d’amore.
 Pronti o non pronti, svegli o addormentati, desiderosi o indifferenti, Lui è nato, Dio è entrato nella storia, uomo tra gli uomini.

 In questo giorno santo chiedo per me, per la mia comunità, per voi amici lettori, il dono dello stupore. Come sarebbe diverso questo Natale se avessimo nel cuore almeno un briciolo della meraviglia dei pastori che quella notte corsero alla mangiatoia!
 Innanzitutto bisogna dire che i pastori di Betlemme c’entrano ben poco con i pastorelli dalle guancie paffute e la zampogna a tracolla che soggiornano nei nostri presepi. In realtà erano uomini abituati a una vita dura, senza nessuna comodità, esposti ad ogni intemperia, considerati impuri e sugl’ultimi gradini della scala sociale. E proprio a loro gli angeli portano l’annuncio sconvolgente: “E’ nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”.
 Provate a immaginare lo stupore!

 Per noi? Ma figuriamoci… Il Messia è per i devoti, per i puri, per quelli che osservano tutte le leggi e i precetti.

 Qui sta la meraviglia: il Messia è per loro, impuri, lontani, rifiuto della società.
 L’angelo è andato proprio da loro, dai pastori.
 Non ha cercato i sacerdoti del tempio, i giusti, i devoti o i pii.
 Ecco l’anticipo delle beatitudini, l’inizio della sovversione dei poteri e delle gerarchie. L’angelo sceglie Maria, una ragazza di Nazareth, e non la figlia del faraone.  Il Messia atteso nasce in una mangiatoia data in prestito e non in una clinica specializzata. Il primo annuncio è dato ai pastori e non ai primi della classe. Giuseppe, e non un professore di Oxford, crescerà il piccolo Gesù.
 Che Dio meraviglioso! Che stupore contemplare l’Eterno in quel cucciolo d’uomo stretto tra le braccia tremanti di Maria…

 Sia un Natale pieno di stupore, cari amici!
 Sia un Natale pieno di Lui.

Auguri di cuore
don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 06:08 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, bibbia
lunedì, 21 dicembre 2009

Se capissimo veramente che Dio, il nostro Dio, è un Dio umile, forse il Natale servirebbe a fare del bene ai fratelli e non a fare spese senza senso!

scritto da: ciccio56 alle ore 13:21 | link | commenti (1)
categorie: nel silenzio
sabato, 19 dicembre 2009

A” come Accoglienza - Luca 1,39-48
Quarta Domenica di Avvento

 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”
Allora Maria disse: “L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva”.
_________________________

 In questi giorni la temperatura non è mai salita sopra i – 4.
 Nei fine settimana un fiume di turisti risale la nostra valle verso le piste da sci. Cercano lo svago, il divertimento e la natura. E io spero, in questa bellezza, (ri)trovino il gusto di Dio.
 Esco di casa per incontrare degli ammalati, pagare le bollette e fare un po’ di spesa. Ho lasciato la Bibbia aperta sulla scrivania.
 “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”.
 Ripeto mille volte questo versetto. La beatitudine che l’anziana Elisabetta ha regalato alla cugina Maria, ritma il mio cammino. Penso a cosa scriverò ritornato a casa…
 Faccio visita ad una anziana signora. Mi commuove la sua saggezza, le parole misurate con cui racconta la vita passata tra le montagne a lavorare, il marito lontano, la casa bruciata durate la guerra, quattro figli da allevare e una fede solida nutrita dalla preghiera, ritmata dal Rosario consumato.
 Mentre racconta le mani proseguono il lavoro.
 Una sciarpa, o forse uno scialle.
 Gli aghi viaggiano veloci. Le dita ossute danzano e danno forma ai fili che si intrecciano. Due gomitoli sulle ginocchia. Due colori diversi. Due pesi e consistenze. Mi perdo nei miei pensieri… Poi un caffè veloce e si riparte…
 “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”. Ripenso a quell’intreccio, a quella danza di dita e aghi. Ecco la beatitudine di Maria: un intreccio. Due file: la Parola e la vita. La fede e la quotidianità. La beatitudine di Maria è questo mistero di accoglienza della Parola, di intreccio, di unificazione.
 Ne discutevo anche l’altra sera con una coppia di giovani sposi. Quanta fatica facciamo a riconoscere i passaggi di Dio nella nostra storia, a sentirci abitati dalla Sua presenza. Come se ci fosse un muro: da una parte la vita quotidiana, fatta di complessità, di gioie, di fatiche, di famiglia, di lavoro, di amici; e dall’altra la fede con i suoi ritmi e i suoi tempi. Una di qua e una di là. Incomunicabili. Slegate. Che fatica…
 La beatitudine di Maria è l’abbattimento di questa divisione. L’incontro con Dio deve cambiare la mia quotidianità, il mio sguardo sulle persone, sulla storia e sulla mia vita.  C’è un legame da annodare, c’è un’accoglienza profetica della Parola da mettere in atto. L’esperienza di Dio non è un mondo a parte, una parentesi della Domenica in Chiesa. Lui è nel tuo salotto come in una cappellina domestica, nel tuo ufficio come una sorgente, nel corridoio dell’ospedale come un faro che brilla.
 No, non te lo devi conquistare.
 Lui è lì, per te.
 E’ un dono da accogliere.
 Cercalo nella tua quotidianità e scoprirai che Lui ti ha già trovato.

Buona settimana
don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 06:59 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
giovedì, 17 dicembre 2009

Dio è eterno, è nato da una donna e rimane con noi ogni giorno. In questa fiducia viviamo, in questa fiducia troviamo la strada della nostra vita.
San Cirillo di Alessandria

scritto da: ciccio56 alle ore 13:49 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
martedì, 15 dicembre 2009

Dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.
Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò.
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Dicono: “Il primo”.
E Gesù disse loro: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.

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Questa parabola mi fa pensare a quando ragazzino mia madre mi dava da fare qualche piccolo compito nei campi ed io rispondevo lamentandomi e dicendo che mi saccava farli. Poi, però, mentre loro andavano a riposare stanchi perchè già a mezzogiorno avevavo fatto sei ed anche sette ore di lavoro, io correvo nei campi a svolgere il mio compito. Ricordo il volto dei miei come si illuminava non appena vedevano che io avevo già fatto il mio lavoro ed anche parte del loro. Avevano una  espressione soddisfatta, vedevo i loro occhi luccicare.
Allo stesso modo penso sia l'espressione di Dio ogni qualvolta  noi facciamo secondo la sua volontà.

scritto da: ciccio56 alle ore 12:05 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
domenica, 13 dicembre 2009

Da più di 10 anni le associazioni scout triestine organizzano la manifestazione che porta la "Luce di Betlemme" in giro per l'Italia con i treni.
Stamattina alle 06,01 c'ero anch'io alla stazione di Milazzo per ricevere la luce di Betlemme. Un bel gruppo di rappresentati di varie parrocchie con lumini e lanterne hanno atteso l'arrivo del treno. Uno scout è sceso dal treno tenendo in mano una lanterna dalla quale tutti i presenti  hanno acceso le loro. Ci siamo poi tutti riuniti formando un cerchio ed abbiamo pregato  il Signore perchè illumini il cuore di tutti gli uomini. E' stato un momento molto bello perchè erano pochi quelli che si conoscevano, la maggior parte di noi si vedeva per la prima volta, ma nella preghiera con molta spontaneità ci siamo tutti presi per mano, tutti fratelli nel Signore.

scritto da: ciccio56 alle ore 06:58 | link | commenti (1)
categorie: storie vere

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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