Messaggio del 25/06/2007
"Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito alla conversione. Figlioli, non dimenticate che siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e la fine di ogni essere. In modo speciale, figlioli, vi invito tutti dal profondo del mio cuore: apritevi a questa grande grazia che Dio vi dà attraverso la mia presenza qui. Desidero ringraziare ciascuno di voi per i sacrifici e le preghiere. Sono con voi e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
"Non dimenticate che siete tutti importanti in questo grande piano".
La mamma ci sta dicendo che siamo tutti importanti, quindi chi fa tanto e chi fa poco, basta esserci, credere, pregare, essere parte di questo grande esercito di credenti che da Medjugorije (e non) si espande nel mondo. Il Signore non vuole salvare alcuni, ma tutti. Infatti Gesù non è venuto per pochi, ma per tutti. Ma convertirsi significa cambiare modo di vivere, significa innanorarsi di Dio e farsi amare da Dio. Significa non porre ostacoli e steccati vari tra Dio e noi, ma aprirsi con totale fiducia.
Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina d'asino al collo e venga gettato nel mare. Mc 9,42
Quale sorte dunque il Signore riserverà per chi abusa di un bambino?
I bambini sono sacri!
Il post pubblicato dalla mia amica nonché sorella nella fede FLG “Dio d’amore” mi ha riportato alla mente alcune immagini della mia infanzia.
Sono abbastanza avanti nell'età da ricordarmi i buoi e l’aratro. Ricordo quando era tempo di semina: il boaro avanti, piede sull’aratro, ogni tanto, per far si che l’aratro penetrasse nella terra e poi a incitare i buoi e mio padre dietro con una sacca attaccata al collo piena di grano e prendere il grano pugno dopo pugno e allargando l’indice leggermente lasciava cadere il grano nel solco lasciato dall’aratro e mia madre dietro con una piccola zappa a coprire il grano pareggiando il solco ed io, io avevo la mia piccola zappetta e imitavo mia madre. Stavo proprio dietro mio padre che ogni tanto si girava a guardarmi e vedevo i suoi occhi illuminarsi e allargare le labbra in un sorriso così tenero che ho sempre pensato che il sorriso di Dio non deve essere dissimile quando si volta a guardare noi figli.
Desidero tanto che il giorno che lo incontrerò, Dio mi sorrida allo stesso modo.
Sicuramente il matrimonio non è come uno se lo aspetta: rose e miele tutti i giorni, ma se si sta insieme per ventidue anni di seguito qualcosa di buono in esso c'è.
Grazie moglie mia.
Qualche tempo fa, mi trovavo ad attendere un amico, in uno svincolo autostradale.
Autostrada ME – PA
Mentre aspettavo, andavo avanti e indietro e mi guardavo intorno…. e non c’è peggiore cosa che aspettare.
Ad un tratto vedo nella stradella laterale al piazzale dello svincolo un pastore con il suo gregge. Stranamente il pastore camminava proprio in mezzo al gregge, di solito li ho sempre visti camminare dietro e con un bastone in mano incitare e fare segnali alle pecore per indirizzarli sulla strada giusta.
Mentre guardavo allontanarlo insieme al gregge mi accorgo di un agnellino un po’ staccato, faceva fatica a raggiungere il gregge. Il pastore era già scomparso alla mia vista quando vedo l’agnellino superare una siepe e entrare nel giardino laterale alla strada. La prima cosa che ho pensato è stata quella che l’agnellino si sarebbe perso e il pastore avrebbe avuto un agnellino in meno. Mi dicevo: - Povero agnellino, magari non sopravviverà.
Mi ero già rassegnato a questa eventualità, quando rivedo il pastore che torna indietro di corsa e di corsa superare la siepe, prendere l’agnellino in braccio e tornare indietro sempre di corsa.
Domanda spontanea: - “Ma come ha fatto ad accorgersi che gli mancava un agnellino in mezzo a tutto quel gregge? E come ha fatto ad accorgersi se camminava avanti?
Risposta fulminante: -“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”.
Quando Gesù parlava faceva esempi perché la gente potesse capire, ed io ho avuto un esempio vivente.
Dio ci conosce ad uno ad uno e ci chiama per nome, ma il cerume della nostra umanità è talmente compatto che la sua voce (anche se bella e tonante) non riesce a passare.
[1]Entrato in Gerico, attraversava la città. [2]Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, [3]cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. [4]Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. [5]Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». [6]In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. [7]Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». [8]Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9]Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; [10]il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Quante volte nella mia vita ho sentito forte dentro di me la necessità di voler incontrare Gesù, però, preso da mille impegni apparentemente primarii, rimando a dopo.
Zaccheo, un uomo non amato dal suo popolo, era un esattore delle tasse, sente la voglia di VEDERE Gesù. Però, Luca ci dice che era basso di statura, e che quindi a causa della grande folla che c'era con Gesù, non avrebbe potuto vederlo. Ma Zaccheo supera l'ostacolo, sale su un albero e nascosto dalle foglie cerca di vederlo passare.
Però ecco la sorpresa, Gesù lo chiama per nome e gli dice: "Zaccheo, scendi subito, perchè oggi devo fermarmi a casa tua".
Quando pensiamo che tutto dipende solo ed esclusivamente da noi, scopriamo che è il Signore che prende l'iniziativa, è Lui che ci chiama e che non guarda ai nostri peccati. Contrariamente a tutti i discepoli che presi dalla gelosia si preoccupano di far notare a Gesù: "Vai ad alloggiare da un peccatore"
Ecco la reazione meravigliosa del peccatore di turno (Zaccheo): "In fretta scese e lo accolse pieno di gioia".
Si fratelli e sorelle carissimi, questo deve essere l'atteggiamento del cristiano, deve in fretta accogliere Gesù con gioia, senza chiedersi: "perchè propio io". Gesù è venuto per salvare tutti e non una parte di uomini.
Subito dopo nel versetto 8 leggiamo: "Ma Zaccheo, alzatosi..." Si ALZATOSI, sembrerebbe che Luca avesse saltato una parte, alzatosi da dove? Zaccheo in piedi era corso con gioia da Gesù!
L'incontro con Gesù ci innalza! Zaccheo incontrando con GIOIA Gesù si INNALZA!
E, se io incontro veramente Gesù, come lo ha fatto Zaccheo, mi INNALZO, risorgo, divento un uomo nuovo, cambio, e solo così riesco a restituire ciò che ho rubato ai miei fratelli più poveri.
Zaccheo da basso di statura si è INNALZATO, ha fatto un salto di qualità, è diventato un Cristiiano testimone vero dell'incontro con Gesù!
AMEN!!!
Sabato 2 Giugno 2007 (Messaggio della Mamma celeste dato a Mirjana)
Cari figli, anche in questi tempi difficili l’amore di Dio mi manda a voi. Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi. Con totale fiducia datemi i vostri cuori perché io possa aiutarvi a riconoscere i segni dei tempi nei quali vivete. Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio. Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio.” La Madonna, dopo aver benedetto i presenti e gli oggetti sacri, ha invitato a pregare per i sacerdoti dicendo: “Quando vi benedicono i sacerdoti, vi benedice mio Figlio.
Spesso dico che vivere da cristiani significa vivire in maniera radicale, che non significa fondamentalismo o fanatismo, ma semplicemente vivere amando.
Certo, la mia può sembrare una frase banale o una frase fatta o semplicemente una frase lanciata per caso in maniera superficiale, ma non è così. Vivere amando significa vivere abbandonati nelle braccia del Signore ed è di una difficoltà immensa. Vincere l'orgoglio, la superbia, l'ira, l'egoismo e qualnt'altro a cominciare dalle cose più piccole sembra facile, è il provarci e il riprovarci e poi ancora il provarci a farci capire quanto sia difficoltoso.
Signore dacci la forza di vivere sforzandoci di perdere noi stessi nelle piccole cose.