Mentre mi arrampicavo ho toccato con "mano" la sua esistenza calda, accogliente, ho sentito la sua "mano" sfiorare la mia testa e mi sono appoggiato con la fronte sulle sue ginocchia. Ho gridato il suo nome dentro la mia anima pietra dopo pietra passo dopo passo, battito dopo battito e la sua risposta era sempre uguale: "io sono quì, ti ascolto". Ed io gridavo ancora e poi ancora. E lei mi rispondeva ancora con voce più calma e con carezze più calde: - "Figlio mio, figlio mio". - E allora ho allungato una mano e le ho chiesto di allungarmi la sua e mentre allungava la sua mano a prendere la mia diceva: - "Preghiamo insieme": Padre Nostro che sei nei cieli.....metti il tuo cuore, prega col cuore.... -"Ma io sto pregando"! - "Non sento il tuo cuore, prega col cuore"!
E allora facendo finta d'essere stanco mi sono fermato e ho cominciato a snocciolare nome su nome e problemi su problemi, ecco le ho detto io li presento tutti a te, sono tutti tuoi figli e ognuno di essi è entrato a far parte della mia vita e voglio bene ad ognuno di essi.......- “Figlio mio, Dio sa cosa serve ad ognuno di voi. Dammi il tuo cuore!” …
Pregare è voler bene, desiderio di stare insieme. Pregare è allungare la mano fiducioso e consapevole che la mamma è lì presente che allunga la sua. Pregare è consegna di se, è gioia di stare in compagnia, in compagnia di chi ti vuole bene nonostante la tua pochezza. La preghiera è respiro dell’anima.
Monte Podbrdo
Messaggio del 25/07/2007
Cari figli, oggi, nel giorno del patrono della vostra parrocchia, vi invito ad imitare la vita dei santi. Che essi vi siano di esempio e di stimolo alla vita di santità. Che la preghiera sia per voi come l’aria che respirate e non un peso. Figlioli, Dio vi rivelerà il suo amore e voi sperimenterete la gioia di essere miei prediletti. Dio vi benedirà e vi darà l’abbondanza della grazia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
La parrocchia di Medjugorje è dedicata a S. Giacomo e la Mamma celeste in questo messaggio ne fa riferimento, ma ci invita ancora una volta alla preghiera ed alla imitazione dei santi che a loro volta hanno imitato Gesù. In realtà ci invita ad imitare suo figlio perchè questo ci permetterà di sperimentare l'amore di Dio e l'abbondanza delle sue grazie.
Solo pochi giorni fa, esattamente giorno 20, c'è stata una apparizione straordinaria. La Mamma tramite il veggente Ivan ha chiamato a raccolta tutti i pellegrini presenti per dare loro questo messaggio: - "Cari figli pregate nelle vostre famiglie con la vostra mamma per la santità della vostra famiglia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata"
Ancora un invito alla preghiera, ma un invito indirizzato alle famiglie per invitarle alla preghiera. La mamma vuole che genitori e figli si uniscano in preghiera, che si siedano insieme e che preghino insieme. La preghiera fatta in famiglia unisce la famiglia, la rende forte ad ogni intemperia, capace di superare qualsiasi ostacolo. La famiglia che non prega insieme è come se fosse disgregata, ognuno sta per conto suo ed è facile smarrirsi ad ogni minimo alito di vento. Accogliamo l'invito della mamma e impariamo a pregare perchè pregando comunichiamo con Dio, parliamo con Dio.
Spesso mi ritrovo davanti a un pezzettino di pane: tondo e liscio, trasparente e bianco e spesso mi chiedo cosa mi spinge, cosa mi porta lì davanti a questo piccolo pezzo di pane, cosa mi obbliga ad inginocchiarmi e rivolgermi a Lui dicendo: mio Signore e mio Dio.
Quale forza mi chiede di andarci di notte, quando tutti dormono e persino il rumore dei neon della chiesa diventano un rumore molto fastidioso? Cosa se non l’Amore, l’Amore che spinge un Dio fatto di puro spirito a farsi carne e ad umiliarsi fino alla morte, a quella morte che veniva data solo per umiliare i peggiori, i ladri e gli assassini.
Quel Amore che da carne si fa pane per restare con me, insieme a me, durante tutta la mia vita.
E allora li davanti a Lui, sforzandomi di tenere gli occhi aperti e non farmi vincere dal sonno, faccio un sacco di domande, e poi gli raccomando una lunga lista di nomi, e poi mi metto a parlare come se fosse il mio migliore amico e…Lui sta lì zitto, indifeso si lascia guardare…e io gli chiedo una risposta subito, quasi “alzo il tono” del pensiero per sollecitare una risposta immediata, ma non l’ottengo e allora mi rimetto al suo Amore e quasi mi sento deluso, ma quando vado via non so perché, non so come mai, ho una sensazione di soddisfazione, sento dentro una gioia piena, mi sento un uomo completo senza alcuna necessità di risposte. Le risposte non servono, ma abbandonarsi a Lui sì!
Circa diciotto mesi fa ho intrapreso l’avventura di scrivere in un blog perché voglioso di comunicare. Da quando ho incontrato Gesù è nata forte in me la voglia di parlarne, di dire ad altri che veramente Gesù è il figlio Dio. Veramente Gesù è vero Dio e vero uomo. Immaginate dunque la mia reazione quando un anno fa circa qualcuno mi ha detto che il mio blog era povero di argomenti teologici. Sapete quando uno prende una tranvata? Uguale. Ma non mi sono dato per vinto ho pensato che Dio sostiene i poveri e se io sono povero in questo senso, sempre povero sono (da notare l’accento siciliano), quindi Dio mi avrebbe sostenuto. Ma spesso Dio agisce senza che noi ce ne rendiamo conto e in realtà questo sostegno io non l’ho notato, infatti ultimamente avevo preso la decisione di chiudere il blog. Pensavo fosse inutile, tanto mi dicevo: ce ne sono moltissimi di blog cattolici ricchi di nozioni teologiche, il mio a che serve?
Ma negli ultimi giorni manifestando la cosa ad una mia carissima amica, lei ha minacciato di linciarmi se lo avessi fatto e un’altra senza saperlo mi ha ringraziato per quello che sono e che scrivo, un’altra persona che sono andato a trovare ha detto che ha trovato (visitandolo) il blog molto bello. In realtà non l’avrei creduta se la suddetta non fosse lontana qualche miglio dal mondo cattolico. Sicuramente il blog non è bello per le immagini o le foto o il template, ma molto probabilmente è stato considerato bello per la sincerità che in esso traspare. Sì! Lasciate che per una volta sia presuntuoso: nel mio blog ci sono io, come penso, come credo, come amo. Già amare: sembra facile. Ho constatato sulla mia pelle che amare è sinonimo di sacrificio. Amare significa annullarsi, scomparire, togliere la propria pelle, amareggiarsi in silenzio, sforzarsi di essere altro e nonostante non essere capito. Annullare il proprio orgoglio, la propria personalità, l’educazione ricevuta (parlo dell’educazione atavica che viene dalla tua cultura) e nonostante non essere capito, ma amare non significa assolutamente annullare la propria libertà, annullare la verità, annullare la propria fede. Anzi è proprio la fede che ti rende capace di intuire l’Amore grande di Dio e come attraverso questo amore ti puoi nutrire e liberarti dalle tantissime schiavitù della vita e agire nella assoluta libertà e donarti consapevole della tua forza, che non è la tua forza, ma è un dono, un dono d’Amore che ti viene dall’alto.
Lui che è il principio e la fine di ogni essere. (dal messaggio della Madonna del 25.06.2007)
Da Dio veniamo e a Dio Ritorniamo, ma nel tempo che sta in mezzo facciamo di tutto per dimenticarlo, negarlo, non accettarlo. Ma nel profondo del nostro cuore sappiamo che così è.
Lunedi 2 Luglio 2007 (Messaggio dato a Mirjana)
"Cari figli, nel grande amore di Dio oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell'umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via, figli miei, è la confessione. Rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti al mio Figlio. Comprendete, figli miei, che non avete niente e non potete niente. L'unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l'umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l'umiltà e l'amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinchè insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio."
La Madonna di nuovo ha parlato dell'importanza dei sacerdoti e della loro benedizione.
(Mirjana ha spiegato che "salire sul monte" ha un significato spirituale e non significa salire sulla collina.)
L'importanza dei sacerdoti:
Giorno 29 giugno è la festa del mio vicariato. Il vicario foraneo ha invitato tutti i sacerdoti appartenenti al vicariato per festeggiare insieme i santi patroni Pietro e Paolo. Essi sono appunto i patroni del mio vicariato. Sei saceroti più il vicario foraneo del vicariato vicino che fanno sette. Dopo la celebrazione eucaristica ci siamo riuniti insieme (cero anch'io, qualcuno di straforo c'è sempre) a pranzo. Qualcuno delle istituzioni del paese ospitante e persino la famiglia del ristoratore tutti uniti a tavola. Mentre pranzavamo pensavo alle mani dei sacerdoti. Le mani: le loro mani battezzano, assolvono, benedicono, danno l'unzione degli infermi, congiungono altri mani in matrimonio, le loro mani CONSACRANO, le loro mani si allungano a darci la Comunione, le loro mani (che nel giorno in cui vengono ordinati) sono unti con olio sacro. Unti dal Vescovo, unti da Dio a servire, unti da Dio per donarci la sua benedizione. Le mani dei sacerdoti veicolo d'eternità.