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Messaggio del 25 settembre 2007
"Cari figli, anche oggi vi invito ad infiammare i vostri cuopri sempre più ardentemente d'amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati. Figlioli meditate e pregate affinché il vostro cuore si apra all'amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata"
La mamma ci invita ad innamorarci di suo figlio e ci indica la strada affinché questo possa succedere: la preghiera.
La preghiera: canale d'amore tra noi e Dio.
Quando pregate dite……
Spesso mi capita di pensare a quella frase di Gesù: -“Se amate quelli che vi amano che merito ne avrete?”
Già come si fa ad amare quelli che ci vogliono male, come si fa ad amare coloro che ci mettono in difficoltà, chi ci calunnia, chi ci fa un dispetto, chi ci fa un male?
E come si fa ad ri-amare la moglie o il marito che proprio non si sopportano più? E quella moglie e quel marito che tradiscono?
Impossibile! E’ la prima risposta che darei, che ognuno di noi, credo, darebbe.
Poi penso Gesù sulla croce che dice: -“Padre perdona loro, che non sanno quello che fanno”, e mi dico che forse si può perdonare se l’ha fatto Lui. Ma poi continuo: - Ma no Lui è Dio, certo che è capace a perdonarci! Però se ci ha fatti a sua immagine somiglianza potremmo anche noi? Ma no che non possiamo, siamo di carne, siamo deboli….siamo deboli, chi ci darebbe mai una forza simile? – “Risposta fulminante: -Dio!”. Solo Dio può darci la forza di perdonare, di amare cmq. i nostri nemici o coloro che ci fanno del male, solo in Dio, solo con Dio si può avere tale forza. E a questo punto si fanno strada nella mia mente le parole del Padre Nostro: - “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
E questa è una nostra richiesta, siamo noi a Chiedere a Dio di perdonarci come noi perdoniamo ai nostri nemici, a chi ci fa del male, ma se noi non perdoniamo come possiamo chiedere a Dio di farlo con noi?
Dio ci lascia comunque liberi di vivere la nostra debolezza o di diventare forti consegnandoci a Lui.
SIGNIFICATO E VALORE DELL’ICONA NELL’AMBITO DELLA SPIRITUALITA’ BIZANTINA
sono dei monaci o, comunque, persone che si dedicano quotidianamente alla pratica della vita
Le icone hanno un’essenza sacra ed hanno il fondamento nel Mistero dell’Incarnazione di Dio. Gesù quindi è la vera immagine umana di Dio. L’icona, inoltre, è preghiera ecclesiale che si estrinseca in forme materiali, che vengono pian piano “idealizzate” in modo da rendere visibile il mondo invisibile. Essa non si ferma ai sensi, ma parla allo spirito attraverso i colori e l’atteggiamento ieratico dei personaggi; così il Culto non si rivolge alle icone, ma a chi in esse è rappresentato. Nel rito bizantino l’icona appartiene all’ambito dei Sacramenti, che sono segni materiali dello Spirito. Nella Spiritualità bizantina le icone servono ad elevare meglio l’anima verso il trascendente e quindi verso la deificazione a cui il Cristiano tende.
L’icona è il Vangelo dei poveri: chi non sa leggere il Vangelo, può leggere l’icona; perciò le regole dell’arte iconografica non vengono create dal pittore, ma custodite e tramandate dai Padri della Chiesa. Il soggetto deve rispettare precise norme canoniche, anche se l’artista, secondo la propria sensibilità umana e culturale, può interpretarlo in modo personale Fare l’iconografo non è un mestiere come tanti
esso rappresenta un continuo cammino di ricerca e presuppone un’adeguata coerenza di vita. Non a caso la maggior parte degli iconografi fa una vita contemplativa.
l’iconografo, prima di mettersi a lavoro recita sempre una preghiera:
Tu divino Signore di tutto ciò che esiste, illumina e dirigi l’anima, il cuore e lo spirito del tuo servo; guida le sue mani, affinché possa rappresentare degnamente e perfettamente la Tua immagine, quella della Tua Santa Madre e di tutti i Santi, per la gloria e il decoro della Tua Santa Chiesa.
TECNICA PER ESEGUIRE UN'ICONA
La tecnica per eseguire un’icona è molto antica. L’icona si esegue su legno ben stagionato su cui si incolla una stoffa di cotone o di lino ricoperta da diversi strati di un composto fatto di gesso di Bologna e colla di pesce o di coniglio. Si pulisce poi perfettamente con carta vetrata, quindi vi si trasferisce il disegno precedentemente preparato. Per la doratura del cielo e delle aureole si usa un preparato speciale e poi il foglio d’oro. Dopo aver fissato la base così ottenuta con gommalacca trasparente, si procede alla pittura con i colori che sono pigmenti naturali, prima la tinta più scura, poi i contorni, quindi almeno altre tre tonalità, sempre più chiare, dello stesso colore. Una volta finita la pittura non può essere più ritoccata, ma va fissata con vernici speciali.

Non ti parlo perché di te non ho più di bisogno. Gli amici si sfruttano fino a quando possono darti qualcosa.
Questo mi sono sentito dire da un’amica alla quale ho chiesto: -“Ma perché con me non parli quasi più?”
Quante volte noi facciamo lo stesso con Dio? Ci rivolgiamo a Lui quando abbiamo di bisogno per poi allontanarci una volta risolto il problema.
O ci allontaniamo definitivamente se pensiamo che Dio ci doveva qualcosa e non ce l’ha data.
Pretendiamo che Dio agisca sempre per aggiustare ogni cosa e se Dio non interviene vuol dire che non esiste o pensa ad altro o non si interessa di noi o ci vuole addirittura male: -“Cosa ho fatto di male che Dio se la prende con me?”
Dimentichiamo purtroppo che Dio ci ha creati liberi ed ogni nostra azione produce effetti anche sugli altri, anche se pensiamo di agire solo e soltanto contro noi stessi.
Il male non viene da Dio, tutto ciò che esiste di male sulla terra viene dall’uomo e come conseguenza di ciò che l’uomo fa.
La malattia non è volontà di Dio, le disgrazie non sono volontà di Dio, le cattive azioni non sono volontà di Dio, l’odio, l’invidia e quant’altro non sono volontà di Dio.
Dio ci lascia liberi di agire e in questa libertà sta la nostra debolezza. Siamo liberi di scegliere il bene e vivere secondo il Vangelo o vivere come se Dio non esistesse.
Si legge infatti nel nella Bibbia ( Sir 15, 11-21)
Non dire: “Mi sono ribellato per colpa del Signore”,
perché ciò che egli detesta non devi farlo.
Non dire: “Egli mi ha sviato”,
perché egli non ha bisogno di un peccatore.
Il Signore odia ogni abominio,
esso non è voluto da chi teme Dio.
Egli da principio creò l’uomo
e lo lascio in balìa del suo proprio volere.
Se vuoi osserverai i comandamenti;
l’essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
E non ha dato a nessuno il permesso di peccare.
A volte sento raccontare, quando si parla di apparizioni, che
E chiedo a me stesso: - “ma fare il segno della croce non è forse pregare?”
Allora se io sto pregando, devo pensare e se penso i miei gesti si rallentano automaticamente.
Penso al Padre che ha l’iniziativa sempre, al Figlio che è stato mandato per iniziativa del Padre e che si è donato, donato per amore e penso allo Spirito Santo che è persona amore e agisce nella vita di ogni battezzato ogni istante della vita.
E allora i miei gesti diventano lenti automaticamente trasformandosi in preghiera.