
Antica giaculatoria:
Madunnuzza du Tundaru siti bedda e siti luntanu,
jò vi mandu stu salutu, Madunnuzza datimi aiutu!
Oggi nel Duomo di Milano Luca (figlio di una carissima amica alias mia sorella) è stato ordinato Diacono.
Sono moto contento, mi fa enorme piacere. Il Signore lo illumini e lo tenga nel suo amore e la Mamma Celeste lo protegga sempre con il suo manto!
Messaggio del 25 settembre 2008
"Cari figli, sia la vostra vita nuovamente una decisione per la pace. Siate gioiosi portatori della pace e non dimenticate che vivete in un tempo di grazia dove Dio attraverso la mia presenza vi da grandi grazie. Non chiudetevi, figlioli, ma sfruttate questo tempo e cercate il dono della pace e dell’amore per la vostra vita perché diventiate testimoni per gli altri. Vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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"Testimoni per gli altri". Vorrei tanto che questa parolina: "testimoni", non passasse inosservata. Perchè ogni battezzato, ogni cristiano e i cattolici ancora di più, dovrebbero vivere il Vangelo e testimoniarlo attraverso la loro vita.
Vivere il Vangelo: difficilissimo senza amore. Se non c'è amore per la nostra vita, per il nostro futuro, quel futuro che ha le radici nella vita terrena, ma che si chiama eternità, se questo amore non c'è, dobbiamo chiederlo e chiederlo con forza. Dobbiamo chiedere a Dio che ci dia la grazia di amarci, di volerci talmente bene di decidere di stare con Lui, di vivere per Lui, di vivere in Lui. Amiamoci dunque decidendo, scegliendo di amare Dio!
Lc 8, 19-21
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» .
“Coloro che ascoltano”. Ci sono due modi di porsi nei confronti di chi parla: uno è il porsi in atteggiamento di ascolto, l’altro è sentire. Sentire non vuol dire assolutamente che sto ascoltando.
Ci sono due modi, nel mio dialetto, di richiamare l’attenzione di un bimbo, uno è perentorio: -“Scuta!”. Ascolta! L’altro è più morbido: - “Senti ccà!”. Sentimi!
E’ all’attenzione, al sorbire, al fare scendere dalla mente al cuore, ogni parola che Gesù pronuncia, che veniamo invitati. Molti conosciamo, perché l’abbiamo sentito tantissime volte quello che Gesù dice, ma non l’abbiamo mai ascoltato, non lo mettiamo in pratica perché non ci interessa, ci costa fatica, ci costa fare delle scelte, spesso scelte radicali, ci costa cambiare.
Gesù non fa un rimprovero a Maria, chi più di Lei si è mai messo in atteggiamento di ascolto, in silenzio. Chi ascolta sta in silenzio, non parla su chi sta parlando, ma lo guarda dritto negli occhi, perché cerca di leggere ogni minima sfumatura della parola ascoltata. E chi più di Maria ha mai fatto questo.
Siamo fratelli di Gesù?
Non conosco Gianluca se non di vista. L'ho visto qualche volta da lontano su una sedia a rotelle. Non conosco i genitori, so solo che la mamma è un poliziotto e so anche che molti nel paese si stanno mobilitando per lui, dovrebbe nei prossimi mesi subire un intervento sperimentale che costa moltissimi soldi. C'è la speranza che questo ragazzo colpito da "distrofia muscolare Duchenne" possa tornare a camminare. La buona riuscita di questo esperimento potrebbe aprire la strada ad altri interventi, altri ragazzi dopo di lui potrebbero tornare a camminare.
L'ASSOCIAZIONE AMICI DEL "CENTRO DINO FERRARI"
Dipartimento di Scienze Neurologiche Università degli studi di Milano.
FONDAZIONE I.R.C.C.S. OSPEDALE MAGGIORE- POLICLINICO MANGIACALLI REGINA ELENA
Ha istituito un conto bancario su cui è possibile effettuare delle donazioni specificando come causale:
PROGETTO GIANLUCA - DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE
Intesa Sanpaolo (IBAN) IT 06 E030 6909 5270 0000 7396 167
C/C Postale - 12297206
Ieri nel vangelo si parlava di una donna: una peccatrice, ma con una grande capacità di amare. Lei non parla, entra in silenzio in casa altrui (io vado oltre col pensiero e penso che potesse anche essere di casa, nel senso che il padrone di casa tenesse rapporti con lei), si inginocchia ai piedi di Gesù e piange, sono lacrime di pentimento? Sicuramente sì, ma sono anche lacrime di consapevolezza, lacrime di fede.
La donna sapeva chi era colui ai piedi del quale si era inginocchiata. Chi ospitava Gesù lo riteneva un profeta, lei invece sapeva che quel Gesù, ai piedi del quale si era inginocchiata, era Dio.
Lei piangeva in silenzio ed erano lacrime d’amore, lei la peccatrice si era innamorata di Dio e stava lì a pulire e baciare i suoi piedi, a profumare quei piedi che calcavano la stessa terra.
Lei camminava sulla stessa terra dove camminava Dio. Lacrime d’amore. Amore, lo stesso che ha coinvolto le donne di cui si parla oggi: Maria di Màgdala, Giovanna, Susanna, donne capaci di lasciare il loro "stare bene", donne guarite, donne innamorate che si mettono a disposizione di Gesù, che servono Gesù e i suoi discepoli, donne che mettono a disposizione i loro beni.
Donne facoltose, dunque, e nonostante questo abbandonano tutto per servire, da donne servite si fanno serve, ma il loro servizio acquista un significato diverso, perché diventano serve per amore.
Amore, è questo che Gesù dà e ne dà talmente tanto che chi viene coinvolto riesce a vincere qualsiasi paura.
Io mi chiedo: quanti di noi oggi sono veramente innamorati di Dio? Quanti di noi si sentono orgogliosi di appartenere a Dio? Quanti per amore di Dio fanno un giusto uso delle loro ricchezze, dei loro beni? Quanti per amore di Dio hanno la forza di porre fine ad un cattivo comportamento? Quanti versano lacrime per amore?
Con tutti i cristiani al mondo ci dovrebbe essere un diluvio universale al giorno!
Non posso non condividere con voi questa foto scattata a Medjugorje da una mia paesana ( P.P.) e che mi è stata regalata.
Lc 6, 43-49
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico? Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande» .
Lc 6, 39-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?
Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?
Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo?
Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello» .
"ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro".
Queste parole mi fanno tanto pensare a Paolo quando dice: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me".