Ricevo da: Vanna Pecori
Questo testo può essere divulgato a due condizioni: 1) non cambiare alcuna parola del testo, 2) citare "Enfants de Medjugorje" assieme al nostro sito francese <
www.enfantsdemedjugorje.com> o inglese <www.childrenofmedjugorje.com> o all’indirizzo e-mail wmmedjugorje@childrenofmedjugorje.com oppure pray@childrenofmedjugorje.com
Les Enfants de Medjugorje 2008
15 ottobre 2008
Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!
1 – Il 2 di ottobre, Mirjana
ha ricevuto la sua apparizione mensile al Cenacolo. Alla fine dell’apparizione ci ha trasmesso questo messaggio: "Cari figli! Di nuovo vi invito alla fede. Il mio cuore materno vuole il vostro cuore aperto per potergli dire: ‘credi!’ Figli miei, nelle prove della vita la fede è l'unica a darvi la forza. Essa vi rinnoverà l'anima e vi aprirà le vie della speranza. Io sono con voi. Vi raduno attorno a me, voglio aiutarvi perché anche voi possiate aiutare il vostro prossimo nella scoperta della fede, unica gioia e felicità di vita. Vi ringrazio".
Ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti sacri ed ancora una volta ci ha chiamati a pregare per i sacredoti in modo particolare in questo tempo.
2 – Dio è vivo!
Quando studiavo a Parigi durante il periodo del ’68, uno studente aveva scritto in lettere cubitali, sul muro della Sorbonna: "Dio è morto! Nietzche". Il giorno dopo, un’altra scritta della stessa misura era stata aggiunta da un altro studente: "Nietzche è morto! Dio".
E’ impossibile vivere a Medjugorje senza vedere con i propri occhi che Dio è vivo! Chi volesse passare anche solo una giornata ad interrogare i pellegrini verso la fine del loro pellegrinaggio, avrebbe già molti motivi di ringraziare il Signore per tante meraviglie. Tra tutti questi avvenimenti, recentemente mi è piaciuta la storia di Suor Andrea, dagli Stati Uniti, perché è molto semplice e poco banale. La mia amica Mabel ha una sorella suora, Andrea, alla quale ha offerto un pellegrinaggio a Medjugorje nel luglio 2007. Suor Andrea mi ha raccontato quanto amava sevire il Signore con la musica liturgica. E’ una grande artista ed insegnante. Di ritorno da Medjugorje, incontra Mabel che esclama: "Andrea, cosa è cambiato in te? C’è qualcosa di diverso!" Andrea la guarda stupita, poi Mabel le chiede: "Dove sono i tuoi occhiali?" – Non ne ho più bisogno! Non li porto più!- Ecco cosa era successo. L’ultimo giorno del pellegrinaggio, Suor Andrea era seduta in chiesa in un’ora in cui non c’era troppa folla, e lei pregava tranquillamente. Si era tolta gli occhiali e li aveva posati sul banco. Portava gli occhiali da quando aveva 14 anni per un astigmatismo importante che le impediva di vedere da lontano. Da qualche anno la sua vista si era abbassata e doveva portare degli occhiali ancora più spessi, cosa che la infastidiva molto. Questo la obbligava a muovere sempre la testa quando doveva leggere uno spartito e contemporaneamente dirigere la musica. I suoi problemi agli occhi la svantaggiavano molto e la stancavano. Quel giorno si rivolse alla Madonna con la semplicità di un bambino, dicendole che sarebbe molto bello se lei non dovesse più portare dei simili occhiali! Suor Andrea non faceva proprio una preghiera di richiesta, no, pittosto condivideva un pensiero con la sua Mamma Celeste, come si condivide con una amica. Non si rese subito conto del cambiamento, se non alla sera quando comprese di aver passato tutto il resto della giornata senza gli occhiali e vedendoci sia da lontano che da vicino. Suor Andrea può ormai leggere gli spartiti, anche quelli scritti con dei caratteri piccoli e dirigere il coro senza problemi! Al ritorno da Medjugorje, il suo oculista, che la stava esaminando, le disse che aveva ancora bisogno degli occhiali perchè il suo astigmatismo era sempre presente. Il fatto è che da un anno a questa parte Suor Andrea vede benissimo, con o senza astigmatismo! Ha concluso così la sua bella testimonianza: "Non so se si tratti di un miracolo o di un favore. Quello che so, è che non aver più bisogno degli occhiali, mi rende la vita molto più facile! E’ proprio un bel regalo che la Madonna mi ha permesso di ricevere!"
3 – E’ un prete!
Pochi conoscono il meraviglioso piccolo Van, del Vietnam, morto martire nel 1959, in una galera comunista. Era stato interamente formato alla vita mistica da Santa Teresa del Bambino Gesù (tra i 14 e i 17 anni), poi da Gesù e Maria stessi. La causa della sua beatificazione è già stata presentata a Roma. (PS1). Prima di affrontare la continauzione di questo paragrafo, desidero citare uno splendido dialogo che Van ha avuto a 18 anni con il Signore Gesù:
Van
: Piccolo Gesù, dimmi perché ami tanto i preti? Ogni volta che Tu parli di loro, vedo che testimoni loro un grandissimo rispetto.
Gesù
: Perché i preti sono realmente degli altri me-stesso. La loro dignità è superiore a quella di mia Madre. La dignità di nostra Madre Maria non uguaglia quella dei preti. Tuttavia, la Madonna è più potente, perché è mia Madre; ed i preti, essendo degli altri me-stesso, sono anche figli della Madonna. In cielo, l’anima di un prete sarà oggetto della venerazione di tutti i santi e di tutte le sante, compresa mia Madre. (19.04.46. Colloqui 478)
A proposito di padre Tomislav Vlasic, possiamo costatare che i media che volevano distruggere Medjugorje per la sospensione di un francescano, da parte di Roma, si sono un po’ calmati. In effetti, legare la sorte di padre Vlasic con quella di Medjugorje è stato un grossolano errore storico, che ha tolto loro molta attendibilità. L’intervista al Provinciale di Mostar, Fra Ivan Sesar, ha chiarito alcuni punti essenziali sull’argomento. E’ bene farvi riferimento (PS 2).
E’ chiaro, per i cuori onesti che cercano la verità, che non c’è più nessun legame canonico tra padre Vlasic e la parrocchia di Medjugorje dal 1987, epoca nella quale padre Vlasic ha comiciato a "dirottare". Nella comunità che ha fondato allora con Agnes H. (tedesca) e la cui sede è in Abruzzo in Italia, sembra che il padre poco a poco sia stato accecato nella sua capacità di discernimento, perché non era più il pastore che guidava la pecora, ma la pecora che guidava il pastore. Le "locuzioni interiori" che Agnese diceva di ricevere divennero pietra d’inciampo per lui e, non volendo lasciare quest’opera, malgrado l’insistenza dei suoi confratelli, fu trascinato dolcemente verso la tragedia che vediamo oggi. E’ importante a questo punto dottolineare due punti che ci possono aiutare a comprendere:
Quando un autentico fenomeno mistico appare nella Chiesa, è sicuro che il Diavolo cerca subito di creare confusione per distruggerlo. E così che fioriscono tanti falsi mistici, come è avvenuto a Lourdes, a Fatima o in altri luoghi. Questi casi sono celebri! Medjugorje non sfugge a questa regola e forse in un certo senso questa è una conferma! D’altra parte, quando un fedele riceve delle locuzioni interiori o altri fenomeni di questo genere, è di importanza capitale che questo fenomeno sia sotto il discernimento di una autorità competente della Chiesa. In nessun caso colui che riceve può essere contemporaneamente colui che interpreta, tanto meno colui che impone ciò che riceve. Una terza persona deve farlo per lui, e questi dovrà prudentemente prendere le distanze per non rischiare di lasciarsi abbindolare dal nemico. Non è l’albero che giudica la bontà dei suoi frutti, ma il giardiniere dell’albero. E’ qui che l’obbedienza gioca un ruolo essenziale, come l’umiltà. Satana non potrà mai vincere chi obbedisce, la sapienza della Chiesa ed i mistici l’hanno sempre insegnato. Riguardo al caso di cui ci occupiamo, è avvenuto che la persona che aveva le locuzioni era diventata il pastore, il leader e le sue parole avevano più autorità dei consigli di prudenza espressi allora dai superiori francescani. Ecco dove si trova il primo errore, e come è di moda al giorno d’oggi! In qualche gruppo di preghiera, per esempio, alcuni messaggi diventano tiranni imponendosi, attraverso chi li riceve, come se fossero delle rivelazioni indispensabili per tutti i membri del gruppo. Non avendo più la rete di protezione della Chiesa, (che troppo facilmente giudichiamo meno ispirata di quello che pensiamo di essere noi), non bisogna stupirsi di tutte le deviazioni che ne derivano, anche sul piano dei costumi, e si fanno dire a Dio delle cose obbiettivamente contrarie al Vangelo. Quanto a Medjugorje, lungi dall’essere condannato, sembra che ci siano buone notizie da parte di Roma. Il 16 settembre, proprio quando i media attaccavano ferocemente, il veggente Ivan Dragicevic animava una veglia di preghiera davanti a migliaia di fedeli nella grande cattedrale di santo Stefano a Vienna (PS 4). Alle 18,40 ha ricevuto la sua apparizione come tutti i giorni. Questo avvenimento si commenta da solo! Inoltre è molto probabile che Roma si esprima sul lavoro di questa famosa commissione internazionale, che dovrebbe esprimere una nuova formula di vita per il santuario di Medjugorje. " Siamo pronti ad accogliere una nuova commissione per Medjugorje" ha detto recentenente Fra Ivan Sesar, provinciale.
4 – Passiamo all’azione!
Ognuno è libero di credere o non credere che la Madonna appaia a Medjugorje ed gli stessi veggenti esprimono un grande distacco a questo riguardo: "Io ti dico quello che vedo e tu sei libero di farne quello che vuoi" rispondono sorridendo a coloro che dicono di non credere alle apparizioni. Ma se un prete di Gesù è toccato nel suo ministero sacerdotale per una mancanza, nessuno può restare indifferente, o peggio ancora rallegrarsi per questa tragedia. Un prete resta prete per tutta l’eternità e l’essere ‘sospesi a divinis’ è una profondissima sofferenza per Gesù e per tutto il suo Corpo di cui noi siamo le membra. Per questo, lungi dal voler scavare ancora in questa triste storia, propongo un’azione concreta ed efficace sul piano spirituale. Poiché il prossimo 24 novembre celebriamo l’ottavo anno della nascita al cielo del padre Slavko Barbaric, possiamo cominciare il 24 ottobre un mese di preghiere al padre Slavko per padre Vlasic e per coloro che lo seguono, ma chiedendo anche l’intercessione dei nostri preferiti santi francescani, come S. Francesco, S. Antonio da Padova, S.Padre Pio, i 30 martiri di Siroki Brijeg… per partecipare attivamente alla guarigione che il Signore vuole sempre dare alla sua Chiesa, nei suoi membri prediletti, che sono i suoi preti e a suo figlio Tomislav, nostro fratello. Cosa possiamo fare per questi 30 giorni? Ciascuno scelga la propria rinuncia, ma tutti possiamo unirci in una comune decisione, quella di elevare ogni giorno a questi santi francescani una preghiera spontanea, che venga dal cuore, ed offrire alla Madonna almeno una decina di rosario per questa intenzione. Offriamo almeno una santa messa ed aiutiamo un sacerdote povero o in difficoltà. La Gospa ha detto per noi a Mirjana: "I sacerdoti non hanno bisogno dei nostri giudizi, ma delle vostre preghiere, del vostro amore e del vostro aiuto! I sacerdoti sono anche degli uomini, e oggi è difficile per un prete rimanere fedele". "Che i vostri preti siano nei vostri cuori e nelle vostre preghiere"!
O Maria, Madre nel Grande Sacerdote e di tutti i sacerdoti,
intercedi con noi per la santità dei sacerdoti e donaci molti santi sacerdoti!
Suor Emmanuel +
Tradotto dal francese