Tuttu ‘nto sì!
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Quandu l’anciulu a Maria ‘ncuntrò
ci dissi cuntentu di Dio l’intentu.
Maria cu’ foga dissi di sì!
Poi piccitta, piccitta si fici
e ‘ntò sò pettu strincivu a Gesù.
E, undi a cucina scappoi, si dici,
chi un bell’inchinu a Maria ci fici,
chi,‘ntò so’ cori cantava così:
-“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”.
Sempri d’appressu a stu figghiu idda stava,
cu’ grandi amuri si lu curava.
Sempri dicia scutati a Gesù,
iddu è capaci di fari di cchiù.
Scutati i paroli chi iddu vi dici,
pinzati ‘a lu beni chi iddu vi faci.
Scutati, scutati e non vi stancati,
di vinu e di ranu muririti saziati;
cu javi fami mi non s’angustìa,
Gesù si faravi eucaristia.
Tutto stu fattu Gesù lu vaddava
e ogni mumentu di cchiù l’amava.
Era cuntentu di ‘na mamma così,
chi ad ogni cusittà ci dicia di sì!
Chista è la mamma chi niautri avemu,
a stissa mamma c’avia Gesù.
Chista è la mamma chi ancora ‘ndi dici:
-“Cu javi fami mi non s‘angustìa
Gesù si è fattu Eucaristia”!
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Esattamente tre anni fa ho aperto questo blog postando questa poesia dedicata alla mamma celeste, ma l'ho postata senza traduzione adesso ho pensato di rimediare.
Tutto in un sì!
Quando l’angelo ha incontrato Maria
Le ha riferito contento di Dio l’intento.
Maria con foga rispose di sì!
Poi piccola, piccola s’è fatta
E nel suo petto ha stretto Gesù.
E, dalla cugina è corsa, si dice,
che un bell’inchino a Maria ha fatto,
che, nel suo cuore cantava così:
-“L’anima mia magnifica il Signore
E il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”.
Sempre dietro a questo figlio ella stava,
Con grande amore se lo curava.
Sempre diceva ascoltate Gesù,
Lui è capace di fare di più.
Ascoltate le parole che lui vi dice,
Pensate al bene che lui vi fa.
Ascoltate, ascoltate e non vi stancate,
di vino e di grano morirete sazi;
chi ha fame che non si angusti
Gesù si farà Eucaristia.
Tutto questo Gesù l’osservava
E ad ogni momento il suo amore aumentava.
Era contento di una mamma così,
Che per qualsiasi cosa le diceva di sì!
Questa è la mamma che noi abbiamo,
La stessa mamma che aveva Gesù
Questa è la mamma che ancora ci dice:
-“Chi ha fami che non si angusti
Gesù si è fatto Eucaristia”!
Messaggio del 25 dicembre 2008
"Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi do, affinchè vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinchè Lui vi guidi e vi protegga da ogni male. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66
In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni”. Le dissero: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”.
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. E davvero la mano del Signore stava con lui.
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Al paese mio quando nasceva un bambino veniva imposto il nome del nonno paterno se maschietto o quello della nonna paterna se femminuccia per passare ai nomi dei nonni materni se i figli erano più di due. La vicine erano quasi tutte presenti al parto e per giorni non si parlava d'altro se non dell'evento. Com'era nato, a che ora, se la levatrice ('a mammina) era arrivata in tempo o se all'ultimo minuto, a chi somigliava il bambino, il comportamento del padre etc. etc. etc. Seguivano visite ai nuovi genitori portando pasta, zucchero, caffè, biscotti, mentre i parenti in visita portavano indumenti per il nascituro, era quasi una festa solidale. Crisi tremende tra parenti scoppiavano invece quando al bambino veniva imposto un nome scelto al di fuori dei nomi di famiglia. Se ne parlava per mesi e mesi e l'offesa fatta non veniva facilmente cancellata. Era una tragedia. Immagino dunque lo scompiglio che questo nome nuovo: "Giovanni", ha provocato nella famiglia di Zaccaria, immagino le domande al padre anche dopo che era tornato a parlare e per quanto tempo i parenti di questi eventi ne hanno parlato tra loro e con i vicini. Sicuramente un evento particolare così come era stata particolare la gravidanza della mamma. Tutto faceva supporre ad un intervento divino. L'intervento di Dio nella storia di quegli uomini era palpabile, visibile e come sempre stravolgente.
La necessità di sentirsi ascoltati.
Non so se vi è capitato, ma a volte, e non solo a volte, mi capita di parlare e l'interlocutore che mi sta davanti continua a parlarmi sopra senza manco capire cosa dico. Gli importa solo dire, non gli importa neanche se io sto ad ascoltare. Anche qui nei bloggs succede che mi mandano dei pvt per invitarmi a mettere un commento sul loro blog, ma se vado a guardare le visite al mio non trovo nessun passaggio. Tant'è che spesso mi chiedo: - "Ma che sto a fare quì se io scrivo ed io mi leggo?". Poi penso a Paolo (intendo S. Paolo) e mi dico che lui sicuramente avrebbe usato il blog per parlare di Dio e allora vado avanti. Sinceramente però è dura scrivere, cercare di comunicare Dio agli altri e accorgerti che a leggere ciò che scrivi e dici sono soltanto due o tre addetti ai lavori, e tra questi due o tre ci sto pure io. Ma la mia non è necessità di sentirsi ascoltato, ma solo desiderio di portare Cristo nel cuore degli altri. Desidero con tutto il cuore essere strumento nelle mani del Signore perchè chi mi legge possa strasformare il suo cuore in una capanna, una capanna piccola e umile, ma capace di accogliere Gesù che nasce!