Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

venerdì, 26 dicembre 2008

 

Tuttu ‘nto sì!

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Quandu l’anciulu a Maria ‘ncuntrò

ci dissi cuntentu di Dio l’intentu.

Maria cu’ foga dissi di sì!

Poi piccitta, piccitta si fici

e ‘ntò sò pettu strincivu a Gesù.

E, undi a cucina scappoi, si dici,

chi un bell’inchinu a Maria ci fici,

chi,‘ntò so’ cori cantava così:

-“L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”.

Sempri d’appressu a stu figghiu idda stava,

cu’ grandi amuri si lu curava.

Sempri dicia scutati a Gesù,

iddu è capaci di fari di cchiù.

Scutati i paroli chi iddu vi dici,

pinzati ‘a lu beni chi iddu vi faci.

Scutati, scutati e non vi stancati,

di vinu e di ranu muririti saziati;

cu javi fami mi non s’angustìa,

Gesù si faravi eucaristia.

Tutto stu fattu Gesù lu vaddava

e ogni mumentu di cchiù l’amava.

Era cuntentu di ‘na mamma così,

chi ad ogni cusittà ci dicia di sì!

Chista è la mamma chi niautri avemu,

a stissa mamma c’avia Gesù.

Chista è la mamma chi ancora ‘ndi dici:

-“Cu javi fami mi non s‘angustìa

Gesù si è fattu Eucaristia”!

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Esattamente tre anni fa ho aperto questo blog postando questa poesia dedicata alla mamma celeste, ma l'ho postata senza traduzione adesso ho pensato di rimediare.

Tutto in un sì!

Quando l’angelo ha incontrato Maria

Le ha riferito contento di Dio l’intento.
Maria con foga rispose di sì!
Poi piccola, piccola s’è fatta
E nel suo petto ha stretto Gesù.

E, dalla cugina è corsa, si dice,
che un bell’inchino a Maria ha fatto,
che, nel suo cuore cantava così:
-“L’anima mia magnifica il Signore
E il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”.

Sempre dietro a questo figlio ella stava,
Con grande amore se lo curava.
Sempre diceva ascoltate Gesù,
Lui è capace di fare di più.
Ascoltate le parole che lui vi dice,
Pensate al bene che lui vi fa.
Ascoltate, ascoltate e non vi stancate,
di vino e di grano morirete sazi;
chi ha fame che non si angusti

Gesù si farà Eucaristia.
Tutto questo Gesù l’osservava

E ad ogni momento il suo amore aumentava.
Era contento di una mamma così,
Che per qualsiasi cosa le diceva di sì!
Questa è la mamma che noi abbiamo,
La stessa mamma che aveva Gesù

Questa è la mamma che ancora ci dice:
-“Chi ha fami che non si angusti
Gesù si è fatto Eucaristia”!

 

 

 


scritto da: ciccio56 alle ore 19:50 | link | commenti (17)
categorie: poesie
giovedì, 25 dicembre 2008

Messaggio del 25 dicembre 2008

"Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi do, affinchè vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinchè Lui vi guidi e vi protegga da ogni male. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."



scritto da: ciccio56 alle ore 21:52 | link | commenti (2)
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Sal. 95

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

scritto da: ciccio56 alle ore 10:09 | link | commenti
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mercoledì, 24 dicembre 2008

Auguro a tutti  un piccolo  caldo cuore e tanto tanto accogliente per poter ricevere Colui che viene!


scritto da: ciccio56 alle ore 17:59 | link | commenti (4)
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Dal Vangelo secondo Luca 1,67-79
In quel tempo, Zaccaria, padre di Giovanni, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo:
“Benedetto il Signore Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace”.
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Zaccaria scrive su una tavoletta il nome da dare al figlio e facendo questo dà dimostrazione di credere, credere nella venuta prossima del Messia, per questo torna a parlare e pieno di Spirito Santo parla profetando, ringraziando il Signore per la sua bontà e misericordia che resta fedele alla promessa fatta a Abramo. La profezia è grande perchè Zaccaria canta che la salvezza verrà attraverso la remissione dei peccati e ancor prima dice che il desiderio del popolo è quello di servire Dio al suo cospetto senza timore e ne chiede a Dio la concessione.
Se mi guardo intorno, adesso, questo desiderio non lo vedo e non lo leggo da nessuna parte. Sono altri i desideri che oggi passano per la mente dell'umanità.

scritto da: ciccio56 alle ore 07:51 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
martedì, 23 dicembre 2008

Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66
In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni”. Le dissero: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”.
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. E davvero la mano del Signore stava con lui.

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Al paese mio quando nasceva un bambino veniva imposto il nome del nonno paterno se maschietto o quello della nonna paterna se femminuccia per passare ai nomi dei nonni materni se i figli erano più di due. La vicine erano quasi tutte presenti al parto e per giorni non si parlava d'altro se non dell'evento. Com'era nato, a che ora, se la levatrice ('a mammina) era arrivata in tempo o se all'ultimo minuto, a chi somigliava il bambino, il comportamento del padre etc. etc. etc. Seguivano visite ai nuovi genitori portando pasta, zucchero, caffè, biscotti, mentre i parenti in visita portavano indumenti per il nascituro, era quasi una festa solidale. Crisi tremende tra parenti scoppiavano invece quando al bambino veniva imposto un nome scelto al di fuori dei nomi di famiglia. Se ne parlava per mesi e mesi e l'offesa fatta non veniva facilmente cancellata. Era una tragedia. Immagino dunque lo scompiglio che questo nome nuovo: "Giovanni", ha provocato nella famiglia di Zaccaria, immagino le domande al padre anche dopo che era tornato a parlare e per quanto tempo  i parenti di questi eventi ne hanno parlato tra loro e con i vicini. Sicuramente un evento particolare così come era stata particolare la gravidanza della mamma. Tutto faceva supporre ad un intervento divino. L'intervento di Dio  nella storia di quegli uomini era palpabile, visibile e come sempre stravolgente.


scritto da: ciccio56 alle ore 07:57 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, bibbia
lunedì, 22 dicembre 2008

Dal Vangelo secondo Luca 1,46-55
Maria loda il Signore per la sua Misericordia e la sua bontà, ma così facendo ci lascia intravedere tutta la sua umiltà.
Mi chiedò questa grande virtù che fine abbia fattto.
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In quel tempo, Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”.

scritto da: ciccio56 alle ore 06:45 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, bibbia
domenica, 21 dicembre 2008

La necessità di sentirsi ascoltati.

Non so se vi è capitato, ma a volte, e non solo a volte, mi capita di parlare e l'interlocutore che mi sta  davanti continua a parlarmi sopra senza manco capire cosa dico. Gli  importa solo dire, non gli importa neanche se io sto ad ascoltare. Anche qui nei bloggs succede che mi mandano dei pvt per invitarmi a mettere un commento sul loro blog, ma se vado a guardare le visite al mio non trovo nessun passaggio. Tant'è che spesso mi chiedo: - "Ma che sto a fare quì se io scrivo ed io mi leggo?". Poi penso a Paolo (intendo S. Paolo) e mi dico che lui sicuramente avrebbe usato il blog per parlare di Dio e allora vado avanti. Sinceramente però è dura scrivere, cercare di comunicare Dio agli altri e accorgerti che a leggere ciò che scrivi e dici sono soltanto due o tre addetti ai lavori, e tra questi due o tre ci sto pure io. Ma la mia non è necessità di sentirsi ascoltato, ma solo desiderio di portare Cristo nel cuore degli altri. Desidero con tutto il cuore essere strumento nelle mani del Signore perchè chi mi legge possa strasformare il suo cuore in una capanna, una capanna piccola e umile, ma capace di accogliere Gesù che nasce!


scritto da: ciccio56 alle ore 13:49 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
sabato, 20 dicembre 2008

Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.
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“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Maria accoglie la Parola e si mette al suo servizio. Ha chiesto solo un chiarimento e con cuore aperto si è fidata di Dio!
Noi ascoltiamo la parola ad ogni funzione liturgica, ma spesso e solo un suono in sottofondo. Mentre la Parola viene proclamata, mille pensieri ci portano da un'altra parte. La Parola è lì, si rende presente per essere accolta, è lì perchè si aspetta il nostro eccomi, ma contrariamente a Maria che vince il timore e ascolta e accoglie la Parola e si mette al suo servizio, noi la lasciamo scivolare via, chiudiamo il nostro cuore e ce ne torniamo a casa così soli come soli eravamo andati.

scritto da: ciccio56 alle ore 07:08 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, bibbia

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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