Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

mercoledì, 25 febbraio 2009

Messaggio del 25 febbraio 2009

"Cari figli, in questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza vi invito di nuovo: andate a confessare i vostri peccati affinché la grazia possa aprire i vostri cuori e permettete che essa vi cambi. Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al suo piano per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 


scritto da: ciccio56 alle ore 19:11 | link | commenti (6)
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martedì, 24 febbraio 2009

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2009


Cari fratelli e sorelle!

All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale).
Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere In particolare sul valore e sul senso del digiuno.
La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore.

Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento.
Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò.

Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia.

Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332).

Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo.

Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella
Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I).
La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40).

La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio.

Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale.

Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi.

Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti".

Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc.
Veritatis splendor, 21).
La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perchè ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008

BENEDICTUS PP. XVI


© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana


scritto da: ciccio56 alle ore 09:39 | link | commenti (5)
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sabato, 21 febbraio 2009

Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
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Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

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Quante persone oggi cercano la perfezione fisica, quanti ricorrono alla chirurgia plastica per avere setti nasali perfetti, niente rughe, labbra carnose e via di questo passo, forse troppe, perchè la società ci spinge sempre di più alla considerazione del corpo. Siamo bombardati da pubblicità che ci mostrano di tutto per essere belli e alla bellezza fisica ed esteriore vorremmo arrivare tutti come fosse la soluzione per ogni male. Ma, mi chiedo se questa perfezione possa servirci per entrare nel Regno dei Cieli, per poter conquistare l'eternità della vita, assolutamente no! Tutto quello che ci serve è la fede perchè ci siano perdonati i peccati. Quello che ci serve è la fede che ci permette di scoperchiare il tetto dell'egoismo per chiedere e ottenere il perdono dei peccati. Non ci serve un corpo perfetto, ma un'anima rinfrancata.


scritto da: ciccio56 alle ore 12:02 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, bibbia
venerdì, 20 febbraio 2009

© Enfants de Medjugorje 2009
Questo testo può essere divulgato a due condizioni: 1) non cambiare alcuna parola del testo, 2) citare "Enfants de Medjugorje" assieme al nostro sito francese <
www.enfantsdemedjugorje.com> o inglese <www.childrenofmedjugorje.com> o all’indirizzo e-mail wmmedjugorje@childrenofmedjugorje.com oppure pray@childrenofmedjugorje.com
Les Enfants de Medjugorje 2009

18 febbraio 2009
S. Bernardetta
Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!
1 - Il 2 febbraio,
la veggente Mirjana ha ricevuta la sua apparizione mensile in privato, come tutti i 2 di febbraio. In quel giorno era in Italia. Alla fine ha condiviso questo messaggio con chi le era vicino: "Cari figli, oggi con cuore materno desidero ricordarvi o attirare la vostra attenzione sull’immenso amore di Dio e della pazienza che scaturisce da esso. Il vostro Padre mi manda e aspetta. Aspetta i vostri cuori aperti pronti per le sue opere. Aspetta i vostri cuori uniti nell'amore cristiano e nella misericordia nello spirito di mio Figlio. Non perdete tempo, figli, perché non ne siete padroni. Vi ringrazio".
Il Vescovo di Mostar ha chiesto che le apparizioni del 2 del mese non avvengano più alla Comunità del Cenacolo. Perciò, d’accordo con Mirjana, l’apparizione del 2 Marzo avverrà a casa sua. Per l’annuale apparizione del 18 Marzo lei non sa ancora dove avverrà.
2 - S. Giovanni della croce
è il nostro compagno celeste per il 2009! Il nostro compito è di "pregare Dio perché ci doni santi sacerdoti e sante guide spirituali". Papa Giovanni Paolo II aveva raccomandato ai fedeli di TORNARE AI GRANDI MISTICI CRISTIANI. Aveva tra gli altri citato San Giovanni della Croce, Santa Caterina di Siena, Teresa d’Avila, e Teresina del Bambin Gesù …Questo sarà fonte di grande guarigione per noi che siamo imbevuti dai vuoti discorsi dei media ed abbiamo spesso perso di vista l’entusiasmante vocazione dell’anima dell’uomo nel piano del Creatore. La Gospa lo ha chiesto ai gruppi di preghiera: "Leggete la vita dei santi !" I bambini sono particolarmente sensibili alla bellezza dei santi. Se i loro genitori li nutriranno con tali esempi, sicuramente saranno difesi contro il vuoto interiore che distrugge tanti giovani! (PS1)
3 –
Ritorno con la mia assistente da una grande Missione in Egitto, Sudafrica e isole Mauritius! Che grazia annunciare i messaggi a dei popoli che sono tutto ascolto e che considerano ogni parola della Madonna come un tesoro che ci dona nella sua bontà! Ci ha molto colpito, la loro buona volontà a mettere in pratica questi messaggi, come anche il loro desiderio a continuare la loro formazione sul posto dopo la missione. La brevissima visita in Alto Egitto è stata particolarmente benedetta, presso un popolo molto semplice abituato a vivere in comunione con la santa Famiglia che si era rifugiata presso di loro. Nella grande grotta di Assiout, nella valle del Nilo, la Vergine è apparsa diverse volte in questi ultimi decenni e questo durante le assemblee di preghiera. Avrei volentieri piantato la mia tenda là per un po’ di tempo… Nel mese prossimo stiamo preparando un’altra missione in Asia, vi ringrazio di accompagnarci con la preghiera! Una notizia importante ci aspettava al nostro ritorno da Johannesburg:
4 – Un anno sabbatico per Padre Jozo Zovko
.
Siroki Brijeg, il 9 febbraio 2009
Con la presente desideriamo informarvi che, per ragioni di salute, di riposo e di convalescenza e l’inizio dei lavori edili sull’isoladi Badija (Croazia), Padre Jozo Zovko ha chiesto ai suoi superiori di dimorare fuori dalla sua provincia, che è stato approvato dall’amministrazione della Provincia. Per le ragioni suesposte vengono disdetti tutti i programmi previsti per l’anno in corso. Preghiamo tutti i nostri coordinatori e collaboratori, gli organizzatori dei pellegrinaggi a Medjugorje, gli organizzatori degli incontri di preghiera e anche a tutti i centri di Medjugorje ed i pellegrini di prendere in considerazione tutto quanto detto e di non programmare o chiedere incontri con Padre Jozo in questo periodo. Ringraziamo per la vostra comprensione
.
Vesan Curic (per il Padre Jozo)  International God-Parenthood for the Herceg-Bosnian Child
Quando il Signore permette che si crei un vuoto, un buco, un’assenza dolorosa, Lui sa il motivo ed ha il Suo piano. La richiesta ad Abramo di rinunciare a suo figlio Isacco, era per diventare ancora più fecondo, ma bisognava che lui passasse attraverso questa apparente distruzione della promessa di Dio. Quando San Giuseppe credette di dover rinunciare a sposare Maria, era per ritrovarLa ancora di più, ma doveva attraversare quest’agonia per allargare il suo cuore. Quando ...
Se l’assenza di Padre Jozo é una dolorosa rinuncia per i pellegrini e per ognuno di noi qui, tuttavia dobbiamo accogliere il fatto positivamente, non come un disastro ma come un dono di cui Dio si servirà per un bene maggiore. Per esempio, può essere che questa periodo sabbatico risparmi la vita di Padre Jozo, stanchissimo, e non lo faccia crollare in pochi secondi come Padre Slavko! Può darsi anche che questo cambiamento di ritmo gli permetta di afferrare degli altri aspetti del piano di Maria per Medjugorje e trasmetterli in un secondo momento. Siamo sicuri di non sbagliarci accogliendo questa prova con fiducia e con riconoscenza, perché questo permetterà a Dio di trarne tutto il suo frutto nel tempo e nell’eternità. Ma se ci lamentiamo guardando a quello che avevamo e non abbiamo più (peggio ancora, se accusiamo qualcuno che potrebbe essere la causa di questa perdita), allora perdiamo il nostro tempo e ritardiamo il piano di Dio. Penso che Padre Jozo sia spetti da noi una bella testimonianza di fede. Questo è il nostro modo di ringraziarlo per i suoi 27 anni di servizio! Preghiamo tutti insieme per lui e riascoltiamo i suoi indimenticabili insegnamenti (PS2).
Cara Gospa, in mezzo alle tribolazioni di questa vita,
Tu sei la nostra splendida stella!
Suor Emmanuel +


scritto da: ciccio56 alle ore 10:18 | link | commenti (5)
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lunedì, 16 febbraio 2009

Si può essere tristi e al contempo provare una gioia sottile nel più profondo del cuore?

scritto da: ciccio56 alle ore 13:13 | link | commenti (8)
categorie:
venerdì, 13 febbraio 2009

Qualcuno ha piantato una croce nel mio cuore ed io mi sono abbarbicato ad essa come fossi edera.

scritto da: ciccio56 alle ore 21:59 | link | commenti (4)
categorie: nel silenzio

Mi è stato consegnato dalla mia amica Patrizia il premio "DARDOS"  "www.kiki1.splinder.com  - Desperate Housewife".
Si tratta di un premio attribuito per l'impegno dato nel trasmettere valori "culturali, etici, letterari, umani e personali".Mi fa molto molto piacere riceverlo.

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scritto da: ciccio56 alle ore 13:28 | link | commenti (5)
categorie:
giovedì, 12 febbraio 2009

S. Giovanni Crisostomo ha detto:

"L'uomo che prega ha le mani sul timone della storia".

Mi viene da pensare che essendo  pochi, oggi, quelli che pregano stiamo tutti andando alla deriva!


scritto da: ciccio56 alle ore 09:21 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni
martedì, 10 febbraio 2009

Dall'amore nasce il sentimento della compassione e la compassione non  sceglie mai la morte, ma la vita!


scritto da: ciccio56 alle ore 10:45 | link | commenti (4)
categorie: nel silenzio

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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