Ieri la Mamma celeste ha dato un messaggio anche a Ivanka, che riceve la visita della Mamma solo una volta all'anno, proprio il 25 giugno. Così come spesso ci invita alla preghiera ripetendo per tre volte in modo accorato: pregate, pregate, pregate, ieri la Mamma celeste ci ha invitato ad essere apostoli della pace e lo ha fatto ripetendo pace per tre volte. Sembra un grido disperato, il grido di chi nel dolore vuole strapparci ad un destino di male che ci stiamo costruendo da soli. Serve una inversione di marcia, serve che ci convertiamo VERAMENTE!
Messaggio del 25 giugno 2009 ( Ivanka )
“Cari figli, vi invito ad essere apostoli della pace. Pace, pace, pace.”
Messaggio del 25 giugno 2009
"Cari figli, gioite con me, convertitevi nella gioia e ringraziate Dio per il dono della mia presenza in mezzo a voi. Pregate che nei vostri cuori Dio sia al centro della vostra vita e testimoniate con la vostra vita, figlioli, affinché ogni creatura possa sentire l’amore di Dio. Siate le mie mani tese per ogni creatura, affinché ognuna si avvicini al Dio dell’amore. Io vi benedico con la materna benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Marco 4,35-41
21 giugno 2009 – Dodicesima domenica del Tempo Ordinario
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
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Mi sembra di vederlo, anche Lui come noi, stanco e sfinito dopo una giornata di incontri e annuncio del Regno di Dio. Sale sulla barca con i suoi discepoli, ordina di andare all’altra riva e si addormenta. C’è pure un cuscino ad accogliere il suo sonno. Mi immagino i discepoli in punta di piedi, a voce bassa per non svegliare il loro Rabbì che riposa.
Fino a qui sembrerebbe proprio un bel quadretto del Maestro Gesù con i suoi discepoli, ma qualcosa sta per accadere, qualcosa che metterà in crisi la fede dei dodici, che susciterà in loro una domanda che è il filo di Arianna di tutto il Vangelo di Marco: “Chi è costui?”.
Sì, chi sei Gesù? Per me, prima di tutto. Per me che cerco di stare al Tuo passo, che tendo l’orecchio per ascoltare la Tua voce, che mi chiedo cosa vuoi da me, cosa pensi quando mi guardi, che mi accompagni e non perdi la pazienza nonostante tutte le mie miserie e povertà. Tutte le mie gioie e le mie amarezze, i miei slanci e le mie cadute, le mie povertà e le mie ricchezze, le porto tra le Tue mani. Tu, mio Signore, svelami il Tuo mistero e mostrami il Tuo Volto.
Ecco l’imprevisto: tempesta e bufera. Le onde invadono la barca quasi fino a riempirla.
E Gesù che fa? Dorme.
Ripenso a qualche incontro degli ultimi mesi e mi rendo conto che in molti mi hanno parlato di questo - presunto! - “sonno” di Gesù. Se Lui non risponde quando e come voglio io, allora si è addormentato. Se Lui non risolve i miei pasticci, allora è lontano e distante. Se le mie preghiere sembrano cadere nel nulla, è perché Lui ha altre cose per la testa. Mi viene da pensare che, in questi casi, ad essere addormentato non è Gesù, ma la nostra fede! Ecco allora una domanda preziosa: chi dorme? Io o il mio Dio? La mia fede o il Rabbì Gesù?
La potenza di Dio non entra “automaticamente” nella nostra vita. Può trovare il suo posto, può mettersi all’opera, ma nella misura in cui noi glielo concediamo. Se non abbiamo il coraggio di spalancare le porte, lasciamole almeno socchiuse, accostate. Lui troverà la strada.
La fede richiede disponibilità, apertura libera e generosa alla Parola promettente del Dio affidabile. Il cammino verso una fede adulta chiede che fra le nostre paure e resistenze, si faccia largo la Parola potente e ordinatrice di Gesù. Occorre davvero che la smettiamo di tenere strette le briglie della nostra vita, per consegnarle alle Sue mani, più esperte e più affidabili.
Coraggio, cari amici! Il Rabbì ci chiama ad una nuova fiducia, ad un passo nuovamente decisivo nel cammino della fede.
don Roberto
robertoseregni@libero.it
"Gesù mio, salva tutti: io mi offro vittima per tutti. Rafforzami, prendi questo cuore, riempilo del tuo amore e poi comandami ciò che vuoi".
(Padre Pio)
Gesù mio, dolcezza mia,e come posso vivere senza di te? Vieni sempre, Gesù mio, vieni, possiedi tu solo il mio cuore.
(Padre Pio)
Gesù mio, credo che sei presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell'anima mia. Poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, Ti abbraccio e mi unisco a Te; non permettere che mi allontani più.
Non posso dire di credere se poi in realtà dimostro esattamente il contrario. Mi è capitao di chiedere: -"Ma credi nella presenza di Gesù nella Santissima comunione?" e la risposta è stata positiva, e allora perchè, mi domando, se dici di credere poi non pensi neanche ad accostarti alla comunione? Se tu dici di credere che lì c'è Gesù e che puoi nutrirti del suo corpo e del suo sangue per il tuo bene spirituale, per il bene della tua vita futura, per la tua santificazione, perchè poi ti comporti come se non ci credessi? Perchè poi non partecipi alla Liturgia Eucaristica? Per il semplice fatto che non ci credi veramente! Questa è la risposta più ovvia e naturale. Non hai fede!
Ho avuto modo di vedere quanto è grande (o piccolissimo) un granellino di senape e alla sua vista mi è venuto da piangere perchè ho capito quanto la nostra fede è insignificante,
i n e s i s t e n t e!