Ricordo che le "Radio Maria" di tutto il mondo hanno organizzato una grande Novena Mondiale dal 27 luglio al 4 agosto (festa del S. Curato d'Ars), offerta per le intenzioni della Madonna. DiamoLe la gioia di essere tantissimi!
Come pregare questa novena?
La Novena inizierà il 27 Luglio e finirà il 4 Agosto.
Consiste in:
1.– Preghiera: ogni girono si reciterà:
-il Rosario della Divina Misericordia (alle ore 15)
-il Rosario del giorno
-e la preghiera giornaliera della Novena dedicata alla Santa Vergine (ognuno può scegliere liberamente una Novena in onore della Santa Vergine, per esempio, la Novena dedicata alla Santa Vergine di Fatima, o quella dedicata alla Santa Vergine di Lourdes, o di Medjugorje oppure ogni altra Novena rivolta alla Santa Vergine che si trova nei libri di preghiera)
2.– Digiuno: durante la Novena si farà digiuno (eccetto le persone malate) con pane e acqua, mercoledì e venerdì. Ognuno può decidere liberamente come vivere questo digiuno, in funzione della sua salute e del suo cuore.
3.– Eucarestia: ogni giorno, o almeno una volta durante la Novena si parteciperà alla Santa Messa (con la Confessione e la Comunione)
4.– Bibbia: ogni giorno si leggerà alcuni versetti della Bibbia.
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Ho appena ricevuto, e posto subito, da Vanna Pecori, ma con grande pena nel cuore perchè il 27 è già quasi tutto trascorso la mail di cui sopra.
Messaggio del 25 luglio 2009
"Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Giovanni 6, 1-15
26 luglio 2009 - XVII domenica del tempo ordinario
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
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Nel pieno dell’estate la liturgia della Chiesa sposta la nostra meditazione domenicale sulle pagine del Vangelo di Giovanni. Per le prossime settimane ascolteremo il sesto capitolo del quarto Vangelo, un lungo e vivace dibattito che porta alla ribalta diversi personaggi: la folla, i giudei, il gruppo dei discepoli e i dodici. Al centro di tutto questo articolato discorso sta l’identità di Gesù.
Il capitolo si apre con la moltiplicazione dei pani, l’unico tra i miracoli di Gesù che è narrato da tutti gli evangelisti. Ma qui, con Giovanni, c’è una sottolineatura particolare: al centro c’è Gesù, non i discepoli. E’ Lui che vede il bisogno della folla, che attira l’attenzione dei discepoli e che – addirittura! - distribuisce il pranzo.
Mi piace davvero questo Rabbì così attento e concreto: vede la fame dei cinquemila uomini che si sono accampati sulle sponde del lago di Tiberiade per ascoltare la Sua Parola e decide di intervenire.
Certo, Andrea aveva ragione: cinque pani e due pesci sono poco più di una merenda, cosa se ne può fare? Come può bastare per una folla di uomini, donne e bambini assiepati sotto il sole? Andrea ancora non poteva saperlo, ma con Gesù il problema non è il “quanto”, ma il “dove”.
Quei cinque pani e due pesci non sono niente se tenuti nella bisaccia, ma possono diventare molto se messi nelle mani di Gesù. E’ questa merenda il punto di partenza, è questa condivisione la scintilla dell’inizio. Che conta è il “dove”, non il “quanto”. Posso avere poco, ma se è messo nella mani di Dio è moltiplicato all’infinito. Posso avere molto, ma se lo tengo sottochiave è destinato all’ammuffimento. E’ così: l’amore moltiplica, la chiusura ammuffisce.
Coraggio, cari amici! Lasciamoci mettere in gioco dalla Parola, impariamo l’arte della fiducia e dell’abbandono, facciamo l’esperienza evangelica dell’espropriazione di sé, accettiamo il rischio di perdere il controllo. Sarà Lui a fare il miracolo. Saranno le Sue mani a spezzare, condividere, distribuire. Saranno le sue mani a moltiplicare l’amore fino all’avanzo, alla sovrabbondanza, all’eccesso.
Non dimentichiamoci che il nostro è un Dio dalle mani bucate…
Buona settimana
don Roberto
Marco 6,30-34
19 luglio 2009 – XVI domenica del tempo ordinario
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
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Chiamaci ancora, Signore,
in disparte,
con Te.
Chiamaci ancora
per gustare la tua Parola,
ascoltata e accolta,
desiderata e contemplata,
custodita e vissuta.
Chiamaci ancora
per fare esperienza di quel silenzio
che umanizza la vita,
che ribalta le logiche della produzione,
che ci fa gustare la Tua presenza.
E’ vero, Signore,
per ascoltarti bisogna imparare a tacere,
a mettersi in disparte,
soli,
con Te.
Te lo diciamo sottovoce, Signore,
con il cuore in gola:
scegliamo Te,
perché Tu sei l’unico che non delude.
Scegliamo Te,
perché tu solo
sazi ogni nostro desiderio.
Amen.
don Roberto
robertoseregni@libero.it
Atto d’amore del S. Curato d’Ars
"Io ti amo, o mio Dio, ed il mio unico desiderio è di amarti fino all’ultimo soffio della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferirei morire amandoti, che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, o mio Dio, e desidero il cielo solo per poter avere la gioia di amarti perfettamente.
Ti amo, o mio Dio, temo l’inferno solo perché non ci sarà mai la dolce consolazione di amarti.
O Dio mio, se la mia lingua non può dirti continuamente che ti amo, almeno voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Fammi la grazia di soffrire amandoti, di amarti soffrendo e di spirare un giorno amandoti e avendo coscienza di amarti.
E più si avvicina la mia fine, più ti scongiuro di accrescere il mio amore e di perfezionarlo. Così sia!"
Messaggio del 10 luglio 2009 ( Ivan )
Cari figli, anche oggi vi invito in questo tempo di grazia: aprite i vostri cuori, apritevi allo Spirito Santo. Cari figli, in particolare stasera vi invito a pregare per il dono del perdono. Perdonate, cari figli, amate. Sappiate, cari figli, che la Madre prega per voi e intercede presso Suo figlio. Grazie, cari figli, per avermi accolto anche oggi, aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi.
A questo messaggio io ero presente, il solo pensare che questa è stata un'apparizione straordinaria, proprio per noi che eravamo a Medjugorje, mi vengono i brividi. La Mamma ci ha chiamati ad essere presenti. Ivan tra l'altro ha riferito che la Mamma celeste era particolarmente contenta.