Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

mercoledì, 30 settembre 2009

Dal Vangelo secondo Luca 9,57-62
In quel tempo, mentre andavano per la strada, un tale disse a Gesù: “Ti seguirò dovunque tu vada”.
Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose. “Signore, concedimi di andare prima a seppellire mio padre”.
Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio”.
Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”.
Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.

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Siamo in presenza di tre persone che vogliono diventare discepoli di Gesù, a questi tre Gesù chiede di staccarsi dai legami materiali. In realtà Gesù chiede a questi tre di cambiare mentalità! Non devono più pensare come prima, devono essere capaci di staccarsi dalle cose terrene compresi gli affetti, devono  essere capaci di amare tutti allo stesso modo, Gesù parla di amore donato senza aspettarsi niente in cambio. Così come Lui ha allargato la propria famiglia: -"Chi ascolta la Parola di Dio è mio padre e mia madre e mio fratello", così anche chi lo segue deve essere capace di farlo.

scritto da: ciccio56 alle ore 13:23 | link | commenti (1)
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martedì, 29 settembre 2009

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”.
Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?” Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”.
Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”
Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

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Chi non è capace di accettare il cambiamento (il progetto di Dio)  non accetterà mai la chiamata che viene da Dio!  Bisogna pensare in maniera diversa, non ci sono più punti fermi a cui appigliarsi, tutto viene stravolto, niente più schemi. Dio è meravigliosamente e stupendamente imprevedibile! Il fico è simbolo di tutto Israele, dell'accettazione della venuta del Messia. Il Messia deve venire da Betlemme, cioè dalla Giudea e non da Nazaret  cioè dalla Galilea. Ma Natanaele è pronto a disfarsi delle sue idee per accettare il progetto di Dio.

scritto da: ciccio56 alle ore 10:30 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
lunedì, 28 settembre 2009

Dal Vangelo secondo Luca 9,46-50
In quel tempo, sorse una discussione tra i discepoli, chi di essi fosse il più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: “Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande”.
Giovanni prese la parola dicendo: “Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”. Ma Gesù gli rispose: “Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.

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Siamo sempre pronti a scannarci per avere un posto in prima fila, ma questo non ci ottine sicuramente un buon posto in paradiso!

scritto da: ciccio56 alle ore 14:25 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
sabato, 26 settembre 2009

27 settembre 2009 – XXVI domenica del tempo ordinario

 In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
 Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
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 Poveri discepoli… Dal Vangelo di domenica scorsa sono usciti proprio un po’ ammaccati! Ma se avete ascoltato con attenzione il brano di oggi, le cose non vanno poi molto meglio…
 Leggo e rileggo questo passo di Marco e c’è un versetto che mi tormenta. Spolvero pure il nuovo testamento in greco e vado alla ricerca della traduzione più letterale possibile. Non so se anche voi ci avete fatto caso: qual è il motivo che porta i dodici a prendersela con quel tipo che scaccia i demoni nel nome di Gesù? E’ un peccatore pubblico? Si prende tutto il merito? Non fa le cose secondo gli insegnamenti del Maestro? No, cari amici, niente di tutto questo. Marco riporta senza censure la pretesa dei dodici: “…perché non ci seguiva”. Settimana scorsa eravamo davanti al protagonismo personale, ora a quello comunitario.
  Il cammino con il Rabbì Gesù smaschera i discepoli non solo sul loro “io”, ma pure sul “noi”. Quanti fraintendimenti e povertà quando il “noi” viene sostituito alla Chiesa! Essa ha il suo centro in Cristo e rimanda a Lui, mentre il “noi” porta ad una vuota e triste autocelebrazione. La comunità che pretende di essere seguita, si sostituisce al Risorto, non rimanda a Lui ma solo al proprio sterile protagonismo.
 Ecco allora che il Rabbì di Nazareth propone la via della liberazione, il superamento dello scandalo – cioè dell’inciampo - per essere suoi discepoli in pienezza.
 La prima liberazione è dall’inciampo per l’altro, per i “piccoli” (v.42). La mia vita cristiana avvicina o allontana, appassiona o disgusta, incuriosisce o incupisce quelli che mi sono vicini? I miei famigliari, i miei colleghi, i miei compagni di classe, il mio moroso, i miei parrocchiani (!) che idea hanno del mio rapporto con il Risorto? Domande pungenti, lo so. Ma la Parola ci interpella e ci mette a nudo.
 La seconda liberazione – non certo per importanza! – è per me, per levare quegli inciampi che mi fanno rallentare, cadere e magari mettere in discussione il cammino e la meta. Questa liberazione non procede a colpi di macete, ma con il soffio dello Spirito. La mano da tagliare è quella del nostro desiderio di possesso e di conquista, il piede da mozzare è quello che ci allontanano dai passi di Gesù, l’occhio da cavare è quello che desidera e cerca lontano dalla logica del Vangelo.
 Coraggio, cari amici! Le nostre mani siano schiodate dal desiderio del possesso e aperte nel dono come quelle del Crocifisso, i nostri piedi cerchino le orme del Risorto per imboccare sentieri di speranza, i nostri occhi siano infuocati dal desiderio del Suo Volto.

Buona settimana

don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 22:57 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, bibbia
venerdì, 25 settembre 2009

Messaggio del 25 settembre 2009

"Cari figli, insistentemente lavorate con gioia sulla vostra conversione. Offrite tutte la vostre gioie e tristezze al mio cuore Immacolato cosicchè vi possa guidare tutti al mio Figlio prediletto affinchè nel suo cuore troviate la gioia. Sono con voi per insegnarvi e guidarvi verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


scritto da: ciccio56 alle ore 20:30 | link | commenti (2)
categorie: messaggi
giovedì, 24 settembre 2009

Qual è la differenza tra un figlio che non fa mancare niente al padre ammalato, dal cibo ai medicinali all'assistenza etc etc etc.....e un figlio che appena il padre si ammala lo porta a casa sua e lo assiste personalmente e non gli fa mancara nulla come il primo?
La differenza a mio parere sta nella misura dell'amore!
Chi è Gesù per me? Un fratello da andare a trovare di tanto in tanto o un fratello con il quale vivere ogni istante della vita?
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Dal Vangelo secondo Luca 9,7-9
In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”.
Ma Erode diceva: “Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo.

scritto da: ciccio56 alle ore 14:50 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, bibbia
martedì, 22 settembre 2009

Dal Vangelo secondo Luca 8,19-21
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”.
Ma egli rispose: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

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Spesso la famiglia è da ostacolo alle vocazioni. La prima cosa che si pensa è che il familiare sia uscito  fuori di senno. Non si capisce il fervore, l'entusiasmo con cui il familiare si avvicina a Dio. La stessa cosa è stata per Gesù, i familiari erano preoccupati per Lui e da Nazaret vanno a Cafarnao a cercarlo, ma Gesù allarga la famiglia, la fa diventare universale. Gesù dice che la famiglia è costituita da tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. In realtà non è cosa facile far parte di questa famiglia perchè una cosa è l'ascolto della parola un'altra mettere in pratica la Parola.  Possa il Signore sostenerci in questo e aiutarci ad ascoltare e  mettere in pratica la sua Parola.

scritto da: ciccio56 alle ore 09:23 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
lunedì, 21 settembre 2009

 
© Enfants de Medjugorje 2009
Questo testo può essere divulgato a due condizioni: 1) non cambiare alcuna parola del testo, 2) citare "Enfants de Medjugorje" assieme al nostro sito francese <
www.enfantsdemedjugorje.com> o inglese <www.childrenofmedjugorje.com> o all’indirizzo e-mail wmmedjugorje@childrenofmedjugorje.com oppure pray@childrenofmedjugorje.com

 

Les Enfants de Medjugorje 2009

15 settembre 2009

 

 

 

Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!

 

1- Il 2 settembre

 

, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla presenza di una grande folla riunita alla Croce Bleu, ai piedi della Collina delle Apparizioni. Alla fine dell’apparizione ci ha trasmesso il seguente messaggio:

 

"Cari figli! Oggi con cuore materno vi invito ad imparare a perdonare totalmente e incondizionatamente. Patite ingiustizie, tradimenti e persecuzioni, ma per mezzo di questo siete piu' vicini e piu' graditi a Dio. Figli miei, pregate per il dono dell'amore, solo l'amore perdona tutto, come perdona mio Figlio, seguitelo. Io sono in mezzo a voi e prego perche' quando arriverete davanti al Padre vostro possiate dire: Eccomi, Padre, ho seguito tuo Figlio, ho avuto amore e ho perdonato di cuore perche' ho creduto nel tuo giudizio, ho confidato in te. Vi ringrazio!"

2- Il 15 settembre

 

in Austria, nella cattedrale di S. Stefano a Vienna, affollatissima, si è svolto l’incontro con Marija Pavlovic-Lunetti per la festa della Madonna Addolorata. La sera prima, l’incontro, che comprendeva la S. Messa, è duranto dalle 16 alle 21.30! Alla fine. Il Cardinale Schonborn si è presentato per impartire la benedizione finale a tutti i presenti all’adorazione. Ha sottolineanto l’importanza di Medjugorje per il nostro tempo. Ha accennato alle grazie di liberazione ottenute a Medjugorje, in particolare alle grazie di liberazione dalla dipendenza dalla droga, alcool, etc, e alle grazie di sentirsi parte della Chiesa. Per tutti noi è stata una bellissima e felice sorpresa!

Tali avvenimenti parlano da soli! Ci risparmiano di fare delle guerre inutili contro chi pubblica delle contro-verità su Medjugorje. Ricordiamoci che il Cardinal Schonborn è l’autore principale, assieme al Papa Giovanni Paolo II, del Catechismo della Chiesa Cattolica. (Vedi

wwww.kath.net)

3- Senza fiato?

 

La mia assistente Rosi racconta…

"Da molti anni fumavo un pacchetto di sigarette al giorno. Avevo spesso cercato di smettere, ma tutte le volte era una nuova sconfitta. Mi sembrava troppo difficile riuscirci ed ero arrivata a pensare che non avevo la grazia necessaria per farlo. Mi dicevo: ‘Non è che non desideri di smettere, ma è il mio corpo che ne ha bisogno. In ogni caso se smettessi, impazzirei!’.

Il 25 giugno scorso, ho deciso di offrire un regalo alla Gospa per il 25mo Anniversario delle apparizioni a Medjugorje. Sapevo che sarebbe stato difficile non fumare per tutto il giorno, ma questo era il più bel regalo che potevo farle. Quel giorno, durante l’apparizione mi sono decisa: ‘Ok, non fumerò fino all’apparizione di domani’. Ma smettere definitivamente non rientrava nei miei programmi. Non sapevo nulla delle 24 ore della Gospa, e che cosa Lei intendesse per 24 ore. Ma stare senza fumare mi sembrava fattibile, se sapevo che avrei ritrovato la mia sigaretta il giorno dopo. La giornata passò, ricordandomi sempre il mio regalo alla Madonna. Praticamente non pensavo che a questo ed alla sera il desiderio di fumare questa sigaretta era sempre più forte. Poi arrivò il momento tanto atteso, potevo finalmente fumare questa sigaretta! I miei pensieri erano fissi sul piacere e sodisfazione che questa sigaretta mi avrebbe procurato. Ma che sorpresa! Mentre mi riempivo i polmoni di fumo, il gusto mi sembrò ripugnante! Buttai via immediatamente la sigaretta, pensando di essere malata.

Rientrai subito in casa per raccontare agli altri ciò che era accaduto, immaginando che la sigaretta successiva sarebbe stata migliore. Ma ebbi la stessa reazione, come per tutte le sigarette che cercai di fumare quel giorno.Trovai questo molto strano. Mi sono detta che la Madonna non voleva che fumassi più. Effettivamente anche il giorno dopo mi successe la stessa cosa, ogni volta che cercavo di fumare.

 

Non ho più fumato da allora, cioè da quasi tre mesi. Le settimane successive furono come un periodo di purificazione: continuavo a espellere un catarro denso e nero che si riformava continuamente. Quando fumavo, non avevo idea di cosa accumulavo nel mio corpo! Adesso mi sento molto meglio! Prima, avevo difficoltà a camminare in montagna e tutte le volte dopo ero distrutta. Ora le scalo senza restare mai senza fiato. Prego meglio e non devo più scusarmi con gli amici per non riuscire a smettere di fumare! La Gospa ha fatto tutto Lei. Credevo di averle dato qualcosa, invece è Lei che mi ha fatto un bel regalo!"

4 –Alla fine di questa estate

 

ringraziamo il Signore per la valanga di grazie ricevute! E’ vero che abbiamo sentito la mancanza di Vicka (ancora ben sofferente) o di Padre Jozo (a riposo), ma i veggenti si sono rimboccati le maniche ed hanno dato la loro testimonianza quasi ogni giorno, per la gioia dei pellegrini! Ci hanno permesso di concentrarci sull’essenziale, cioè: "Il Vangelo ripetuto da una Madre", secondo le parole che hanno ricevuto da Lei, di prima mano. Perché in un posto come Medjugorje si corre spesso il rischio di mancare la grazia che ci invita alla conversione, disperdendosi nelle realtà circostanti o nella ricerca dello straordinario. Come diceva Padre Slavko: "Se tutto quello che avete visto a Medjugorje è la danza del sole, allora avete sprecato il vostro biglietto!"

 

Jelena Vasilj-Valente ha risposto ad alcune domande durante la sua permanenza dai genitori. Una madre di famiglia le ha chiesto: "Come fai a pregare in famiglia con 4 bambini piccoli, con tuo marito e tanto lavoro?" (Jelena e Massimiliano hanno avuto 4 bambini in meno di sei anni). Jelena ha risposto: "Come farei se non pregassimo insieme? Senza la preghiera non ci riuscirei mai. E’ la preghiera che ci aiuta, è nella preghiera che prendo tutte le mie forze e la mia pace". Alla domanda: "E quando non si riesce a pregare?" rispose: "E’ contemporaneamente così facile e anche difficile! Il solo fatto di pregare è già una speranza. La Gospa vi guiderà! Forse potete entrare in un gruppo di preghiera? Se cominciate a pregare, vuole dire che la Madonna agisce già nel vostro cuore, non scoraggiatevi! Un sacerdote ha detto: ‘La peggior preghiera è quella che non è detta’".

5 –Anno Sacerdotale

 

: ecco un’altra preghiera che possiamo recitare specialmente per i sacerdoti, è quella pregata da Gesù stesso prima della Passione, la più bella! (Da dire ogni giorno per un mese, come annunciato nelle Notizie del 15 Luglio)

 

"Io prego per loro non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quando ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola ed il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anche io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità…" (Gv 17,9-19) Bibbia di Gerusalemme.

 

Cara Gospa, in mezzo alle ingiustizie, tradimenti e persecuzioni, tu brilli come una stella meravigliosa e l’averti come Madre ci procura una gioia immensa!

 

 

 

 

 

 

Suor Emmanuel +

Tradotto dal francese

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scritto da: ciccio56 alle ore 14:46 | link | commenti
categorie: notizie da medjugorje
sabato, 19 settembre 2009

Marco 9,30-37
XXV domenica del tempo ordinario – 20 settembre 2009

 
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
 Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».
 E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
_________

 La strada verso Gerusalemme è la stessa, il Rabbì di Nazareth e i suoi discepoli la percorrono insieme, ma i loro cuori e le loro menti sono su sentieri diversi.
 Per la seconda volta, Gesù annuncia la sua passione, morte e resurrezione. Marco stesso annota che “essi non capivano queste parole” (v.32). C’è un’incomprensione radicale tra Gesù e i suoi discepoli. L’evangelista esplicita questa distanza con la risposta secca che i dodici danno all’amara domanda del Rabbì.
 Lui parla di dare la vita, di consegnarla nelle mani degli uomini che lo uccideranno, annuncia la sua resurrezione e i suoi discepoli che fanno?
 “Chi è il più grande tra di noi?”. Questa è la loro preoccupazione.
 Quanti secoli sono passati? Quanta storia di salvezza è palpitata nelle vene della Chiesa? Quanta santità ha attraversato le nostre strade? Eppure siamo ancora lì. A quell’incomprensione, insieme ai dodici. Preoccupati del nostro potere, grande o piccolo che sia; impegnati a guadagnarci un angolo di palcoscenico per saziare almeno un po’ della nostra fame di protagonismo.

 Ma tenetevi forte, perché il vero annuncio di questa domenica sta nella reazione di Gesù al radicale fraintendimento dei dodici. Proprio qui sta la novità del Vangelo, la bellezza di un Dio che capovolge gli schemi, che ci chiama fuori dalle nostre piccolezze che noi ci ostiniamo a chiamare normalità.
 Il Rabbì di Nazareth non spara fulmini e saette, non li rifiuta, non li rimanda a casa. Si siede, li chiama vicini e ricomincia da capo. Forse i discepoli si erano accorti d’averla sparata veramente grossa, magari erano già pronti a subirsi un bel predicozzo e invece no. Gesù non è così. (Almeno Lui…)
 Al centro sta il primato dell’amore. L’unica ragione per scegliere l’ultimo posto con la certezza che sia il primo. L’unico motivo logico per accettare un capovolgimento illogico. Logico, per il Vangelo di Gesù. Illogico, per il protagonismo che ci abita.

 Quella del Rabbì è una novità radicale di vita, di pensiero, di lettura delle proprie scelte. Ho incontrato persone trasformate dalla logica del Vangelo, rimesse in piedi dalla vita dei sacramenti, aperte dalla potenza dello Spirito ad una consapevolezza nuova della propria storia personale, lanciate verso il futuro con il desiderio di gustare la vita con serenità e serietà, fatte nuove dalla grazia.
 Può accadere ancora. Magari proprio a te.

Buona settimana

don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 11:15 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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