Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

venerdì, 30 ottobre 2009

Matteo 5,1-12
Domenica 1 novembre - Solennità di tutti i Santi

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
______________

 “Beati” è la prima parola del Rabbì di Nazareth nel suo discorso dal monte. E’ la prima parola del ribaltamento dei poteri e delle gerarchie. Gesù si è schierato, i beati sono loro. In questa sovversione sta la radice della santità che oggi celebriamo.
 Ognuno di noi è chiamato a far sua questa logica nuova, a fare piazza pulita delle presunte e illusorie beatitudini che ci circondano.
 Beh, diciamocelo onestamente, quando ci vien da pensare “Beato te…” la prima immagine che scorre per la testa non è certo quella di un povero in spirito o un perseguitato per la giustizia. Per noi i “beati” sono quelli che hanno un posto di lavoro sicuro; quelli che riescono a fare la settimana bianca; quelle che hanno un marito che si ricorda sempre le date degli anniversari, dei compleanni ed è pure bravo a stendere i panni; quelli che prendono trenta agli esami e nel frattempo riescono pure a lavorare, fare gli allenamenti di calcio e portare la fidanzata alle terme. Questi per noi sono i beati!
 Ma Gesù – per fortuna! - sembra di un altro parere. La sua logica è sovversiva rispetto ai criteri di cui siamo imbevuti. Nelle parole del Rabbi di Nazareth c’è una carica profetica, una promessa che spoglia le felicità promesse dai nuovi idoli del nostro tempo e che svela ciò che sono per davvero: menzogne e illusioni.
 I beati del Regno di Dio sono i poveri in spirito, gli afflitti, gli affamati di giustizia, i perseguitati... Questo è il Vangelo! Questa è la buona notizia! Se Gesù avesse detto che beati sono i ricchi, i sani, i belli, i forti,... che novità ci sarebbe stata? Se Gesù avesse detto che i beati sono quelli realizzati, felici e pasciuti,… che carica profetica ci sarebbe stata nel suo annuncio?
 Nuovamente la Parola ci chiama ad una scelta da rinnovare ogni giorno, ci mette nel cuore il coraggio per credere alla promessa di Gesù e percorrere i sentieri della santità.
 La logica corrente ti impone di procedere a spallate per conquistare ciò che desideri? Costruisci pace.
 Sei provocato dall’aggressività che ti circonda? Rimani mite.
 Ti senti l’unico fesso del pianeta che fa tutte le cose in regola senza evadere da nessuna parte? Cerca la giustizia.
 Ti senti guardato come un marziano perché tutte le settimane vai alla catechesi? Regala un sorriso.
 Ti senti pronto a seguire le tracce del risorto, ti rendi davvero conto che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa, senti il desiderio di portare tutto nelle mani del Padre e lasciare che lo Spirito guidi di i tuoi passi? Se è così, allora auguri, caro amico, oggi è la tua festa!

Buona settimana

don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 11:23 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, bibbia
domenica, 25 ottobre 2009

Messaggio del 25 ottobre 2009

"Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


scritto da: ciccio56 alle ore 18:20 | link | commenti (6)
categorie: messaggi
venerdì, 23 ottobre 2009

Marco 10,46-52
25 ottobre 2009 – XXX domenica del tempo ordinario

 In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
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 Quello del cieco è l’ultimo dei miracoli raccontati nel Vangelo di Marco. Ultimo e definitivo: la guarigione dalla cecità. Il Rabbi di Nazareth si prepara ad entrare a Gerusalemme (Mc 11,1ss) e gli occhi dei discepoli si devono aprire per riconoscere la novità inaudita del Messia Crocifisso. Proprio per questo l’evangelista sembra descrivere non solo il racconto di una guarigione, ma anche il prototipo del discepolo e del suo cammino: l’ascolto (v.47), l’invocazione e la preghiera (vv.47-48), la chiamata (v.49), l’incontro personale con Gesù (vv. 50-52a) e la sequela (v.52b).
 Interessante è anche sottolineare tutta la dimensione fisica della sequela. L’esperienza della fede non è solo questione di testa, infatti troviamo gli orecchi che ascoltano (v.47), la bocca per gridare e pregare (vv.47-48), le mani per liberarsi del mantello (v. 50a), i piedi per correre da Gesù (v. 50b) e gli occhi per vederlo e seguirlo (vv. 51-52).
 Ripenso ai poveri Giacomo e Giovanni, usciti ben ammaccati dal colloquio della scorsa settimana con Gesù. Alla loro spavalda richiesta, il Rabbì di Nazareth aveva risposto con una contro-domanda: “Che cosa volete che io faccia per voi?” (v. 36). La stessa identica domanda la troviamo oggi, rivolta al cieco.
 Certo, può suonare strano che Gesù chieda ad un cieco che cosa vuole che faccia per lui. In realtà questa domanda è davvero fondamentale, non solo nell’incontro con Bartimeo, ma in tutto lo svolgersi del Vangelo e della nostra vita di discepoli.
 Tutti noi abbiamo desideri e li portiamo (spero!) davanti a Dio nella nostra preghiera. Il problema sta nel verificare se questi desideri sono maturati al sole dello Spirito oppure no. A volte incontro persone arrabbiate perché Dio non ha realizzato le loro richieste o i loro piani e spesso mi vien da pensare: per fortuna!
 Molti cristiani si costruiscono dei gran progetti, mettono a fuoco le loro mete, impacchettano tutto e poi portano devotamente davanti al buon Dio le loro richieste, aspettando che Lui metta un bel timbro ed esaudisca le richieste con tempistiche svizzere. Un po’ riduttivo, non vi pare?
 Tutto il Vangelo è educazione del desiderio, per imparare alla luce della parola cosa desiderare e chiedere. Gesù chiama i dodici a stare con Lui (Mc 3,14) proprio per inzuppare i loro cuori della logica nuova del Regno, per evangelizzare i loro desideri.

 Rileggo tutto, e mi convinco che oggi, quella stessa domanda rivolta al cieco Bartimeo, è per me.
 Tocca a me fare ordine nel cuore, evangelizzare i miei desideri e lasciarmi trasformare dalla Sua Parola.
 Tocca a me rialzarmi dai miei nascondigli e uscire allo scoperto come Bartimeo. La sua voce mi chiama. Chi può resistere?
 Tocca a me affrontare quella situazione che continuo a rimandare, donare quel perdono atteso o chiarire quella situazione ambigua.
 Tocca a me riconoscermi cieco e lasciarmi guarire dalla potenza dello Spirito.

Pronto?

Buona settimana
don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 23:07 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, bibbia
giovedì, 22 ottobre 2009

Ho da pagare un grosso debito! Devo restituire me stesso al Signore, ma devo ancora imparare come farlo!

scritto da: ciccio56 alle ore 13:29 | link | commenti (4)
categorie: nel silenzio
mercoledì, 21 ottobre 2009

Dal Vangelo secondo Luca 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.
Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”
Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore, assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.

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Abbiamo ricevuto in eredità un grande tesoro che è la fede e questo tesoro dobbiamo amministrare. Bisogna far sì che cresca, aumenti sempre più e dia molti frutti. In gerco commerciale: che dia interessi.  Conosciamo già la volontà di chi ci ha lasciato questo grande dono e sappiamo cosa ci chiede: -"ama il prossimo tuo come te stesso". Quindi oltre al tesoro della fede ci ha lasciato in dote la capacita d'amare. E' attraverso l'amore che possiamo fare frutticare la nostra fede, più siamo capaci di spenderci per gli altri, di donarci agli altri e più la fede cresce e da frutti. Solo agendo così possiamo trovarci pronti quando Gesù si manifesterà nuovamente ai nostri occhi, perchè Gesù è già in mezzo a noi. Lo è nella mamma che cresce da sola i propri figli e non riesce a pagare le bollette o l'affitto, lo è nell'anziano che sta accanto a me e non ha mai nessuno con cui parlare lo è nei tantissimi modi che noi tutti conosciamo. A noi cristiani Gesù a dato tanto e noi ne siamo a conoscenza, a noi chiederà TANTO!

scritto da: ciccio56 alle ore 11:12 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
sabato, 17 ottobre 2009

Ci sono genitori che non fanno che dire ai propri figli che non sono capaci che non valgono niente, pensano così di spronarli a fare di più, in realtà gli stanno distruggendo la vita.  Questi cresceranno con una eterna insicurezza.
Siamo soliti pensare che il potere stia nelle mani dei potenti invece il potere sta spesso sulla lingua degli stolti!

scritto da: ciccio56 alle ore 22:41 | link | commenti (4)
categorie: nel silenzio

Mc 10,35-45
18 ottobre 2009 – XXIX domenica del Tempo Ordinario

 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
 Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
_________

 Domenica scorsa, all’alba, con quaranta giovani del mio oratorio, risalivo un pendio a 2200 metri. Picconi e pale portati a spalle disegnavano un’insolita processione alpina e la mia mente ritornava al Vangelo del giovane ricco: liberi e leggeri, scrivevo.
 Lo sguardo allungato sulla cima, il desiderio di aprire un nuovo sentiero fra i sassi, il peso rassicurante del piccone, le risate compagni di viaggio hanno travasato l’azzurro del cielo nel cuore.
 Ripenso a quel pezzo di sentiero tracciato tra i sassi e a quell’altro, quello di dentro, scavato nel cuore dalla potenza della Parola viva, efficace e tagliente (cfr. Eb 4,12).
 I figli di Zebedeo hanno una richiesta sfacciata, essa svela nuovamente la totale incomprensione con il Maestro. Lui ha appena concluso il terzo annuncio della passione (Mc 10,32-34), il più cruento e dettagliato. E loro cosa chiedono, qual è il loro desiderio? Un posto d’onore, di potere, di comando. No, non hanno capito.
 Gesù, il grande Gesù, non si scandalizza di Giacomo e Giovanni, non riprende i compagni indignati, ma riparte da capo, insegna, spiega. Ancora.
 Quanto abbiamo bisogno anche noi di lasciarci modellare il cuore dalle Sue Parole! A volte trovo tanti cristiani stanchi che pensano di sapere già tutto, che non si lasciano più né stupire né mettere in discussione dalla Parola di Gesù, che celebrano l’eucaristia senza gioia e senza passione… Oggi il Rabbì di Nazareth ci invita ad aprire bene le orecchie, a lasciarci leggere e ribaltare da questa Parola.
 Gesù è molto chiaro: seguire Lui comporta un radicale capovolgimento della logica del mondo: “tra di voi non è così”. Chi vuol essere grande si deve fare servitore, chi vuol essere il primo si deve fare schiavo di tutti. Mi piace sottolineare che questo programma di vita, prima di essere quello del discepolo, è quello di Gesù. Se mi faccio servo o schiavo non è per umiliarmi o perché non valgo nulla, ma perché Gesù a scelto quel posto per rivelarmi il Volto del Padre e se pure io voglio vedere come Lui vede, devo andare proprio lì. Mettermi all’ultimo posto è per stare con Gesù, per vedere le cose come le vede Lui, per imparare a servire Dio e i fratelli, e non solo a servirmi di loro.
 Vorrei provare a chiarire un equivoco a volte ricorrente. Il radicale capovolgimento proposto da Gesù è per tutti, non solo per qualche riccone o per il politico di turno. Nessuno può dire: io non ho potere, non ho mai comandato in vita mia e quindi sono a posto, questa Parola non è per me… Pensa a quanto potere ha un muso lungo con tua moglie, un litigata con un vicino, un perdono non accolto con un amico, una discussione non chiarita con i tuoi genitori, un offesa al collega, un saluto tolto ad un parente…
 Allora? Pensi ancora di non avere nessun potere? Sei proprio convinto di essere esonerato dal capovolgimento del Vangelo?

Buona settimana

Don Roberto
robertoseregni@libero.it


scritto da: ciccio56 alle ore 09:19 | link | commenti
categorie: riflessioni, bibbia
giovedì, 15 ottobre 2009

pray@childrenofmedjugorje.com
Les Enfants de Medjugorje 2009

15 ottobre 2009
Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!
1-Il 2 ottobre, Mirjana
ha ricevuto la sua apparizione mensile alla presenza di una grande folla riunita alla Croce Blu, ai piedi della collina del Podbrdo. Al termine dell’apparizione, ci ha trasmesso il seguente messaggio:
"
Cari figli, mentre vi guardo, il cuore mi si stringe dal dolore. Dove andate, figli miei? Siete così immersi nel peccato che non sapete fermarvi? Vi giustificate col peccato e vivete secondo esso. Inginocchiatevi sotto la croce e guardate Mio Figlio. Lui ha vinto il peccato ed è morto affinché voi, figli miei, viviate. Permettete che vi aiuti perché non moriate, ma viviate con mio Figlio per sempre. Vi ringrazio!"
2- E i 10 comandamenti?
Questo messaggio è talmente forte che non possiamo lasciarlo passare come se niente fosse. San Paolo dice che "il salario del peccato è la morte" e la Scrittura non è superata!
Molti conoscono la bellissima testimonianza di Gloria Polo (vedi
http://www.gloriapolo.net/). Questa donna colombiana ha vissuto la morte dopo essere stata colpita da un fulmine, e racconta come, comparendo davanti a Dio, ha scoperto con orrore che aveva violato tutti i comandamenti di Dio, pur dichiarandosi una "buona cattolica".
Qualche esempio:
Credeva di non aver mai ucciso nessuno. Ma aveva finanziato degli aborti. Ha visto diversi bambini che lei stessa aveva abortito, visto che usava la spirale (mezzo abortivo e non contraccettivo), bambini concepiti in lei e espulsi. Proprio lei aveva provocato il suicidio di una ragazza dicendole con disprezzo: "Come sei grassa!".
Pensava di non aver mai tradito suo marito. Ma cercava di sedurre gli uomini vestendosi in modo provocante, così da indurli all’adulterio con il pensiero. Alle donne tradite dai loro mariti, consigliava di fare altrettanto e predicava contro il perdono. Incoraggiava il divorzio e la convivenza prima del matrimonio.
Diceva: ‘Non ho mai rubato!’. Ma aveva sottopagato delle persone povere che lavoravano da lei. Criticava le persone ed il Signore le aveva mostrato che criticare è come rubare l’onore della persona. Sprecava il mangiare. La voce le diceva anche che lei derubava i suoi figli della grazia di avere una madre tenera e piena di amore.
Diceva di amare i suoi genitori. Ma li aveva disprezzati per le loro poverisssime origini ed aveva fatto in modo di allontanarli dalla sua vita. E si serviva dell’aiuto che dava loro, per manipolarli e schiacciarli.
Diceva: ‘Vado alla messa alla domenica’. Ma ci andava dopo essersi occupata del suo corpo per 4 o 5 ore, ci arrivava in ritardo e non pregava sinceramente neppure per 10 minuti. In più si pavoneggiava per farsi ammirare.
Aveva deciso di non confessarsi mai, dicendo: ‘Quei vecchi signori sono peggio di me!’.
Quando mentiva (spesso) aggiugeva: ‘Se non dico la verità che un fulmine mi colpisca qui e adesso!’
Ecc… Aveva violato tutti i comandamenti di Dio!
Mentre riconosceva, alla luce di Dio, i suoi pensieri segreti e vergognosi, si vedeva precipitare all’inferno. Nella sua angoscia di si ricordò di una frase detta da un paziente che non aveva avuto paura di dirle: "Dottore, lei è molto materialista, ed un giorno avrà bisogno di quanto le dico: in caso di pericolo imminente, domandi a Gesù Cristo di coprirla con il Suo Sangue, perchè non la abbandonerà. Gesù ha pagato per lei con il Suo Sangue". E questo è quello che lei fece.
Miracolosamente ritornata in vita, Gesù le fece conoscere che era stata salvata dalla morte eterna, grazie ad un contadino poverissino che avendo visto sul giornale, nel quale era avvolto quello che aveva comprato al mercato, il racconto di questo temporale assassino, era rimasto così dolorosamente colpito dalla morte improvvisa di questa donna, da decidere subito di fare un pellegrinaggio a piedi al santuario mariano di Buga (molto lontano da dove abitava) per la salvezza di questa "sorellina". La sua preghiera aveva salvato Gloria. Senza di lui, diceva, sarei adesso all’ inferno! Il Signore disse a Gloria: "E’ così che si ama il prossimo!".
Gloria adesso è una apostola meravigliosa, testimonia davanti a folle di persone in America Latina e altrove. Nell’ascoltarla tanti si convertono. E’ molto raro trovare qualcuno che ha fatto la sua esperienza di essere immersa nel peccato e di trovarsi davanti a Dio senza pentirsi…
La Gospa vuole che viviamo e che non moriamo. Sta a noi seguire con tutto il cuore il ‘codice della strada’, cioè le 10 Parole di Vita che Dio ha dato a Mosè per noi e tutte le parole di Gesù nel Vangelo. La Madonna non ha inventato nulla, perché queste Parole, lungi dall’essere superate, sono al giorno d’oggi più che mai necessarie per la nostra salvezza eterna. Esaltando il peccato, il nostro mondo esalta la propria morte! E se ne vedono già gli effetti nei tormenti interiori e nelle ferite, specialmente nei nostri giovani. Ma Maria viene in nostro soccorso, accogliamola fino a che ne abbiamo il tempo!
"Invitate le persone a confessarsi ogni mese, specialmente i primi venerdì del mese. Tutti sulla terra hanno bisogno di una confessione mensile. La confessione mensile sarà un rimedio per la Chiesa d ‘Occidente" ci dice la Madre di Dio! (6.08.82)
3 – Il Ritiro Internazionale per i sacerdoti al Ars
ha avuto un grande successo! Vi hanno partecipato 1.200 preti, venuti da 75 differenti paesi, sotto la guida apprezzatissima del Cardinale Schonborn di Vienna. Dal primo giorno (martedì 29 settembre), non ha esitato a nominare Medjugorje. Ecco parola per parola cosa ha detto il Cardinale:
"Trattiamo adesso del sacramento della riconciliazione. Sr Faustina chiama la confessione il ‘tribunale della misericordia’. Noi sacerdoti e vescovi cosa ne abbiamo fatto di questo sacramento, ed anche nella nostra pastorale? Come non farci questa domanda qui ad Ars? Nei nostri paesi in Europa, a parte qualche eccezione, ha l’impressione che la pratica di questo sacramento sia enormemente in ribasso, ed in alcune regioni è quasi scomparsa. Ci sono oggi dei luoghi privilegiati per la confessione. Penso particolarmente a Medjugorje. Oso parlare di questo perché da 28 anni è divetato un luogo privilegiato per la confessione. Migliaia, migliaia e migliaia di persone che si confessano!
Che ne dice la Chiesa? Giusto una precisazione tra parentesi: La posizione ufficiale della Conferenza episcopale della ex-Yugoslavia e anche della Congregazione della Dottrina della Fede :’Non constat de supernaturalitate…’ (ci sono tre possibilità …’Constat de supernaturalitate’, ‘Non constat de supernaturalitate’ , ‘Constat de non supernaturalitate’ ) . Per il momento la Chiesa non si è pronunciata ma dice due altre cose :
Poiché Medjugorje non è ufficialmente approvata dalla Chiesa, non si possono organizzare pellegrinaggi ufficiali.
Poiché molti fedeli vanno in quel luogo, è opportuno si prenda cura pastorale dei fedeli stessi e che li si accompagni in questo cammino. Questo è quello che avviene da 28 anni.
Certamente le nostre mete di pellegrinaggi sono dei luoghi privilegiati per la confessione. E’ la mia esperienza e l’esperienza di molti fratelli sacerdoti che hanno esercitato il ministero della confessione nei luoghi di pellegrinaggio. Ma specialmente a Medjugorje, sono rimasti sconvolti dall’esperienza delle confessioni."
Queste parole sono state pronunciate durante l’assemblea plenaria dei sacerdoti, registrate e diffuse su diverse radio. I CD e DVD di questo ritiro saranno a breve a disposizione di tutti. Coloro che hanno sofferto per Medjugorje in questi ultimi mesi, a causa della confusione creata da alcuni media, troveranno in queste parole motivo di incoraggiamento! (vedi siti: retraitears2009.org oppure mariamultimedia.com)
4 - Anno sacerdotale
: Ecco un’altra preghiera che si può recitare specialmente per i sacerdoti (ogni giorno per un mese, come annunciato nelle notizie del 15 luglio), preghiera diffusa da Sr Briege McKenna e dal suo apostolato "Intercessione per i sacerdoti".
Signore Gesù, hai scelto i tuoi sacerdoti tra di noi e li hai inviati per proclamare la Tua Parola e per agire in Tuo Nome. Ti lodiamo e Ti rendiamo grazie per questo grandissimo tesoro dato alla Tua Chiesa. Ti domandiamo di riempirli del fuoco del Tuo amore, affinché il loro ministero riveli la Tua Presenza in seno alla Chiesa. Poiché sono dei vasi d’argilla, Ti preghiamo di far brillare la Tua potenza attraverso la loro debolezza. Nelle loro difficoltà, fai che non siano mai schiacciati; nel dubbio, che non disperino mai; nella tentazione, che non cadano mai; nella persecuzione, che non si sentano mai abbandonati. Nella preghiera, ispirali perché vivano ogni giorno il mistero della Tua morte e della Tua risurrezione. Nei momenti di debolezza, manda loro il Tuo Spirito, aiutali a lodare il Tuo Padre celeste ed a pregare per i poveri peccatori. Per opera dello stesso Spirito Santo, metti le Tue parole sulle loro labbra ed il Tuo amore nel loro cuore, perché annuncino la buona novella ai poveri e la guarigione ai cuori spezzati. E che il dono che Tu hai fatto di Maria , Tua Madre, al discepolo che Tu amavi, sia dato a ogni sacerdote. Fà che Colei che Ti ha formato ai sua immagine umana, possa ugualmente formare i sacerdoti a Tua immagine divina, per la potenza del Tuo Spirito a gloria di Dio Padre. Amen (
www.intercessionforpriests.org)
Cara Gospa, aiutaci a raggiungere la formidabile posta in gioco della nostra vita sulla terra !
Suor Emmanuel +
Tradotto dal francese


scritto da: ciccio56 alle ore 20:18 | link | commenti
categorie: notizie da medjugorje

Chi si ritiene od è guida degli altri non può pensare di imporre regole e legine che impediscono di entrare liberamente in comunione con Dio (Chiese chiuse, disponibilità alla confessione zero o soltando ad orari precisi una volta alla settimana e per pochi minuti, impossibilità all'ascolto perchè impegnati in altre attività, messe ad orari improbabili e via di questo passo). Detto questo........Per la verità e la giustizia, purtroppo, si continua a morire o a portarne la croce ed ogni volta che succede si grida alla scandalo, ma in realtà si opera perchè questo continui a succedere! Tutti addosso alla Chiesa quando ci richiama al volere di Dio, perchè l'impegno ad amare costa sacrificio.  E' più facile dare ragione ai piaceri, lasciarsi andare al tutto è permesso per poi gridare che la colpa è delle istituzioni e della Chiesa, come se le istituzioni e la Chiesa non fossimo noi stessi!

_______________________


Dal Vangelo secondo Luca 11,47-54
In quel tempo, il Signore disse: “Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo, dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”.
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

scritto da: ciccio56 alle ore 10:06 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, bibbia

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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I brani, tratti dai libri che leggo, sono riportati per puro scopo di critica personale o di discussione aperta a tutti (art.70 L.633/'41)
Autore: Ciccio56
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