Con Maria a Gesù

Con Maria a Gesù

lunedì, 30 novembre 2009

Se Gesù oggi bussasse alla mia porta e mi chiedesse cosa ho fatto fin'ora per i miei fratelli.........
Boh!!!

scritto da: ciccio56 alle ore 15:55 | link | commenti (4)
categorie: nel silenzio
sabato, 28 novembre 2009

“A” come Avvento - Luca 21,25-28.34-36
Prima Domenica di Avvento

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
 Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
 State bene attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo”.
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 Eccoci, cari amici! La madre Chiesa ci chiama a ricominciare il nostro cammino di discepoli del Rabbì di Nazareth con il grande tempo dell’Avvento. Vi devo confessare che mi piace proprio questa possibilità che ogni anno viviamo nelle nostre comunità. Possibilità di ripartire, di mettere nella mani del Padre le nostre ferite e delusioni e concederci un tempo nuovo per lasciare che la novità di Cristo risplenda nella nostra vita. Non importa quanta fragilità abbiamo sperimentato nello scorrere del tempo, non conta quante delusioni abbiamo accumulato o quanta povertà ci siamo ritrovati addosso. Il Signore ci chiama a ripartire, dall’inizio, dalla “A”.

 Ripartire dalla “A” di Avvento per riscoprire che questo grande tempo non è solo funzionale al Natale e non possiamo ridurlo all’attesa trepidante del piccolo messia nella grotta di Bethlem. Gesù è già venuto, Lui è già in mezzo a noi e l’Avvento ci ricorda che Egli è sempre il Veniente. Lo diciamo tutte le domeniche nel Credo: “…verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”. E mi chiedo: ma noi lo aspettiamo per davvero? C’è nella nostra vita cristiana quella dimensione fondamentale di attesa, di desiderio che orienta e disciplina il nostro sguardo sul presente? Il grande San Basilio dice che “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene!”. Ma questo desiderio, questa appassionata ricerca, brucia ancora nel nostro cuore? Davvero aspettiamo che il Risorto esaudisca la sua promessa: “Io vengo presto” (Ap 22,20)?

 Ma c’è pure una seconda “A” da cui ripartire, quella di Attenzione. Al centro del brano di Vangelo c’è proprio questo invito: “State bene attenti a voi stessi” (v.34). Non a questa o quell’altra tentazione, ma a voi stessi. Attenti per imparare a conoscersi, per ascoltare il Signore che interpella il cuore, per fare unità nella vita, per evitare la dispersione che azzera e frantuma, per fare esperienza di vera libertà, per avere un rapporto sano ed equilibrato con la realtà e con lo scorrere del tempo. Attenzione per saper riconoscere i passaggi di Dio nella mia storia, per distinguere occasione e tentazione, per cercare spazi di silenzio che umanizzano la vita. Attenzione per dedicare il giusto tempo alla preghiera, all’ascolto della Parola, alle celebrazioni della comunità cristiana e provare a interrompere il vortice di fretta e di produttività che ci surgela il cuore.

 Buon Avvento, cari amici! Ricordatevi: inizia un tempo nuovo, si riparte dalla “A”! Lasciamoci sorprendere dalla fantasia di Dio…

 Approfitto di questa prima mail del nuovo anno liturgico per ringraziare tutti i lettori che dall’Italia, dalle Filippine, dall’Egitto, dalla Cina, dall’Inghilterra mi incoraggiano e mi aiutano a far crescere in me la passione per la Parola di Dio.

don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 07:43 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, bibbia
venerdì, 27 novembre 2009

Nella vita di tutti i giorni le distrazioni possono causare danni irreparabili: sulla strada, sul lavoro, in casa, etc., etc.. Anche nella vita spirituale le distrazioni possono causare il danno per eccellenza: quello di perdere la vita eterna. Non lasciamoci distrarre da lustrini o paillettes che dir si voglia, non dimentichiamo di rivolgere il nostro pensiero al Signore nostro Dio.

scritto da: ciccio56 alle ore 22:51 | link | commenti
categorie: nel silenzio
giovedì, 26 novembre 2009

Facciamo sogni impossibili a volte, a volte riusciamo persino a realizzarli. Passiamo un'intera vita ad affannarci per mille cose, ma non pensiamo mai che l'unica cosa veramente da fare è collaborare con Dio nella sua opera di salvezza.

scritto da: ciccio56 alle ore 07:47 | link | commenti (1)
categorie: nel silenzio
mercoledì, 25 novembre 2009

Messaggio del 25 novembre 2009

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito tutti a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie. Preparatevi con gioia alla venuta di Gesù. Figlioli, siano i vostri cuori puri e accoglienti affinchè l’amore e il calore comincino a scorrere attraverso di voi in ogni cuore che è lontano dal Suo amore. Figlioli, siate le mie mani tese, mani d’amore per tutti coloro che si sono persi, che non hanno più fede e speranza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


scritto da: ciccio56 alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: messaggi
martedì, 24 novembre 2009

La libertà di scelta è un bene che può provocare tantissimo male!

scritto da: ciccio56 alle ore 18:12 | link | commenti (2)
categorie: nel silenzio
venerdì, 20 novembre 2009

Giovanni 18,33b-37
Solennità di Cristo Re

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
________________________________

 La luce fresca del mattino entra di traverso nella stanza dove mi ritiro per la preghiera e la meditazione. Il Crocifisso di legno, che mi accompagna dal giorno dell’ordinazione, è immerso dal sole.
 Mi fermo.
 Freno il fiume di pensieri di una mattina piena di impegni.
 Mi siedo.
 Ecco il nostro re.
 Ecco il suo trono.

 Facciamo fatica ad essere discepoli di uno così, di un Dio che rivela la sua regalità dal trono della Croce. Facciamo fatica perché vorremmo circondarci di vittorie, piccole o grandi che siano; perché sogniamo una visibilità appagante; perché  - anche se non ce lo diciamo – desideriamo consenso e unanimità. Invece, il nostro re e il suo regno, si nutrono di un’altra logica. “Il mio regno non è di questo mondo”, dice Gesù.

 Facciamo fatica ad essere discepoli di un Dio che rivela la sua regalità nell’amore e non nella prevaricazione, nel dono della vita e non nella conquista, nel servire e non nella pretesa d’essere servito. Facciamo fatica perché questa novità scardina le nostre gerarchie di potere.

  Guardo il mio Crocifisso. Ripenso a quante confessioni ha ascoltato, quanti silenzi ha riempito con la sua presenza. E’ vero, facciamo fatica, non possiamo nasconderci. Ma che meraviglia scoprire in quelle braccia spalancate l’annuncio di una regalità nuova sulla nostra vita! Non è con la misura del successo che mi devo confrontare, ma con quella dell’amore. Non è con il calcolo del tornaconto che devo impostare le mie relazioni, ma su quello della gratuità. Non è con il peso del potere che mi devo misurare, ma con quello del dono.

 C’è una novità imbarattabile nella regalità d’amore di Cristo. E’ un re che al posto del mantello, sceglie di rivestirsi di un asciugatoio e al posto di inchini e riverenze, si inginocchia davanti ai piedi dei discepoli e non si rialza finché tutti sono passati dalle sue mani. E’ un re che non si impone e non condanna. Nessuno è obbligato a seguirlo, ma a tutti è proposta la via: “Seguimi”.

 E tu? Hai già scelto il tuo re da seguire?

don Roberto
robertoseregni@libero.it

scritto da: ciccio56 alle ore 11:42 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, bibbia
giovedì, 19 novembre 2009

Les Enfants de Medjugorje 2009

15 novembre 2009
2 – Una tentazione svelata dalla luce.
L’anima è più importante del corpo, ci ricorda la Madonna… Un’amica italiana l’ha ben compreso!

 

Cristina, brilla per la sua grande bellezza. Sposata da 12 anni con un uomo che ama, 3 bambini. Credente e molto religiosa, cerca con tutto il cuore di vivere i messaggi di Medjugorje, compreso la confessione mensile.Tutto filava liscio, quando una sera, durante una cena, incontra un uomo e subito ecco il colpo di fulmine, si sente molto attratta da lui. L’uomo comincia a riempire i suoi pensieri, la sua immaginazione, il suo cuore… Tutto il suo essere ne è impadronito, è più forte di lei. Disorientata, chiede a Dio di proteggerla, visto che si rende conto che anche l’uomo prova la stessa attrazione verso di lei. Cristina non vuole tradire suo marito, ma teme di crollare, tanto che gli chiede di accompagnarla sempre quando esce, per essere protetta. Dopo tre settimane va a confessarsi. Dice i suoi peccati, e pur non avendo commesso peccato di adulterio, confessa al sacerdote questa attrazione e gli espone semplicemente le tentazioni che vive, al limite della sopportazione. Il sacerdote l’ scolta e dopo averle dato qualche consiglio per combattere e vincere, le dà l’assoluzione. Nel momento in cui le parole dell’assoluzione vengono pronunciate, tutti i sentimenti di Cristina per quest’uomo svaniscono completamente, come il fumo della sigaretta trasportato dal vento. Le sembra di uscire da un film bizzarro e di trovarsi di nuovo con i piedi per terra. "Ma cosa trovavo in quell’uomo, si chiedeva, non ha niente di speciale!" Cristina non capiva cosa avesse visto in lui da essere tanto affascinata, fino a qualche minuto prima!

 

"Non avevo mai realizzato la potenza di questo sacramento, ha confidato più tardi. Una semplice assoluzione mi ha liberato! Ho capito che il demonio non ama la luce, ha bisogno dell’ombra per agire e dissimulare il luridume delle sue azioni. E’ bastato che io portassi tutto alla luce (una bella umiliazione per me!), ed esponessi le mie tentazioni al sacerdote, perchè il diavolo lasciasse la presa!"

Grazie Signore per questa vittoria della Luce! Grazie per aver evitato la distruzione di questa famiglia! Grazie cara Gospa, perché la confessione mensile è stata l’ancora di salvezza di Cristina.

 

"Invitate le persone a confessarsi ogni mese, soprattutto i primi venerdì del mese. La confessione mensile sarà un rimedio per la Chiesa d’Occidente!". (6.08.82)

3 – Come aiutare Medjugorje?

 

Ecco una richiesta da parte della Parrocchia: Padre Danko (viceparroco) chiede di raccogliere le testimonianze di chi ha ricevuto la chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata attraverso Medjugorje. Questo servirà ad analizzare i frutti di Medjugorje in questi ultimi 28 anni. Questa richiesta è molto importante; è di capitale importanza per Roma. "L’albero si riconosce dai frutti". Per questo preghiamo tutti coloro che sono coinvolti o che conoscono delle persone coinvolte, di prendere molto sul serio questa richiesta e di indirizzare le loro testimonianze;

 

- all’email della parrocchia di Medjugorje (vianney500@gmail.com)

- all’indirizzo postale: Fra Danko, Zupni Ured, 88266 Medjugorje, Bosnie Herzègovine

- oppure a Enfants de Medjugorje, 2 avenue du Vallon, F 78450 Chavenay, Francia. ( noi faremo proseguire!)

Scrivete nella vostra lingua materna; molto precisi nei fatti ed aggiungendo anche i vostri dati (nascita, indirizzo e quello che può servire per potervi rintracciare in caso di bisogno). Il questionario si trova su

www.medjugorje.hr Grazie!

 

 

4 –

 

 

Rendo grazie a Dio per un grande Anniversario! Esattamente 20 anni fà, il 5 dicembre 1989, con un freddo siberiano, arrivavamo a Medjugorje. Ero già venuta nel giugno 1984, quando il villaggio era ancora allo stato primitivo e sono contenta di averlo conosciuto in quel periodo così particolare, che non tornerà più. Nel settembre 1989, ci sono tornata con due consorelle, per realizzare un articolo per la rivista "Feu e Lumière". Come ho messo piede su questo suolo infuocato, la Madonna ha cominciato a perseguitarmi, come Lei sa fare molto bene alcune volte! Sentivo un fortissimo richiamo interiore a collaborare con Lei e ad essere uno strumento nelle sue mani per realizzare i suoi piani. Mi rendevo conto che non aveva abbastanza aiuti e questo mi affliggeva molto. Volevo diffondere i suoi messaggi – perle preziosissime – e permetter loro di raggiungere il maggior numero di cuori. Il messaggio che dava a tutti: "Senza di voi non posso aiutare il mondo, ho bisogno di voi", mi assillava.

Tornata in Francia, condivisi questo richiamo con il mio fondatore, che lo confermò dopo lunga preghiera. Poi mi disse: "Tra un mese parti, preparati! Prendi con te una consorella". La suora fu Suor Maria Raffaella che molti di voi conoscono e che fu la mia cara compagna per il primo anno…

Abitavamo in una piccola stanza gelida ad 1 chilometro dalla chiesa, ma eravamo così felici di essere a Medjugorje! Erano gli anni d’oro di Medjugorje quando, anche per i pellegrini sistemati più comodamente, la gioia era di essere semplicemente lì, sotto il mantello di Maria che veniva ogni giorno, nelle condizioni materiali precarie. Comunque, grazie alla generosità di San Giuseppe, avevamo ricevuto una macchina e quando faceva troppo freddo nella stanza, ci mettevamo in macchina per cantare le Lodi. Questa macchina era la nostra unica ricchezza e facevamo la spesa a Citluk. Allora, ancora sotto il regime comunista, le derrate nel supermarket vicino alla Posta, lasciavano molto a desiderare, non sto a descriverlo! Passavamo molto del nostro tempo sulle montagne, chiedendo alla Madonna di mostrarci cosa si attendeva da noi e come lavorare per lei. Seppe benissimo mostrarcelo, perché questo periodo di incertezza durò molto poco. Maria Raffaella mi diceva: "Sono satura di inattività!" Frase storica che non avrebbe più pronunciato! Nel corso di questi venti anni, il Signore ci guidò passo a passo, malgrado i nostri errori e la nostra mancanza di conversione; ma l’entusiasmo non mancò mai, né la gratitudine rinnovata ogni giorno di poter servire questo straordinario piano divino, manifestato qui a Medjugorje per la salvezza del nostro mondo senza pace.

Il 19 marzo 1990,(festa di S. Giuseppe), abbiamo fondato l’associazione Les enfants de Medjugorje di cui voi oggi fate parte! Il cammino percorso.. sarebbe un libro da scrivere!

Non potrò mai ringraziare abbastanza il Signore per questi venti anni di gioia e di lotte, d’intimità divina e di croce. Voglio cantare come Davide Re d’Israele: "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?" ( Sal 116,12)

5 – Anno sacerdotale

 

 

: Ecco una nuova preghiera per i sacerdoti che possiamo recitare per un mese. E’ stata composta da Santa Faustina Kowalska: "Mio Gesù, ti prego per tutta la Chiesa, concedile l’amore e la luce del Tuo Spirito, da’ vigore alle parole dei sacerdoti, in modo che i cuori induriti si inteneriscano e ritornino a Te, Signore.

Signore, dacci santi sacerdoti; Tu stesso conservali nella santità. O Divino e Sommo Sacerdote, la potenza della Tua Misericordia li accompagni ovunque e li difenda dalle insidie e dai lacci del diavolo, che tende continuamente alle anime dei sacerdoti. La potenza della Tua Misericordia, o Signore, spezzi ed annienti tutto ciò che può oscurare la santità dei sacerdoti, poiché Tu puoi tutto.

(Diario §1052)

Cara Gospa, in questo Avvento così cruciale, insegnaci a portare tuo Figlio Gesù nei nostri cuori, come lo hai portato nel tuo seno materno, con lo stesso amore premuroso!

Suor Emmanuel


scritto da: ciccio56 alle ore 10:28 | link | commenti (2)
categorie: notizie da medjugorje
mercoledì, 18 novembre 2009

Leggendo il Vangelo di oggi mi viene spontaneo pensare che Gesù ci invita, e lo fa con forza, ad investire il NOSTRO PATRIMONIO SPIRITUALE (che più che nostro è un patrimonio che ci è stato dato in consegna) E A NON SOTTERRARLO IN FONDO AL CUORE!
E mi viene spontaneo pensare alla mia amica Flà che ha messo il suo tempo e la sua conoscenza tecnica al servizio di questo blog. Grazie Flà!

scritto da: ciccio56 alle ore 12:00 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni

La mamma di Gesù è la mamma di tutta l'umanità, ed è lei il novello San Giovanni Battista che ci annuncia tutti i giorni suo Figlio.



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