Matteo 5,1-12
Domenica 1 novembre - Solennità di tutti i Santi
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». ______________
“Beati” è la prima parola del Rabbì di Nazareth nel suo discorso dal monte. E’ la prima parola del ribaltamento dei poteri e delle gerarchie. Gesù si è schierato, i beati sono loro. In questa sovversione sta la radice della santità che oggi celebriamo.
Ognuno di noi è chiamato a far sua questa logica nuova, a fare piazza pulita delle presunte e illusorie beatitudini che ci circondano.
Beh, diciamocelo onestamente, quando ci vien da pensare “Beato te…” la prima immagine che scorre per la testa non è certo quella di un povero in spirito o un perseguitato per la giustizia. Per noi i “beati” sono quelli che hanno un posto di lavoro sicuro; quelli che riescono a fare la settimana bianca; quelle che hanno un marito che si ricorda sempre le date degli anniversari, dei compleanni ed è pure bravo a stendere i panni; quelli che prendono trenta agli esami e nel frattempo riescono pure a lavorare, fare gli allenamenti di calcio e portare la fidanzata alle terme. Questi per noi sono i beati!
Ma Gesù – per fortuna! - sembra di un altro parere. La sua logica è sovversiva rispetto ai criteri di cui siamo imbevuti. Nelle parole del Rabbi di Nazareth c’è una carica profetica, una promessa che spoglia le felicità promesse dai nuovi idoli del nostro tempo e che svela ciò che sono per davvero: menzogne e illusioni.
I beati del Regno di Dio sono i poveri in spirito, gli afflitti, gli affamati di giustizia, i perseguitati... Questo è il Vangelo! Questa è la buona notizia! Se Gesù avesse detto che beati sono i ricchi, i sani, i belli, i forti,... che novità ci sarebbe stata? Se Gesù avesse detto che i beati sono quelli realizzati, felici e pasciuti,… che carica profetica ci sarebbe stata nel suo annuncio?
Nuovamente la Parola ci chiama ad una scelta da rinnovare ogni giorno, ci mette nel cuore il coraggio per credere alla promessa di Gesù e percorrere i sentieri della santità.
La logica corrente ti impone di procedere a spallate per conquistare ciò che desideri? Costruisci pace.
Sei provocato dall’aggressività che ti circonda? Rimani mite.
Ti senti l’unico fesso del pianeta che fa tutte le cose in regola senza evadere da nessuna parte? Cerca la giustizia.
Ti senti guardato come un marziano perché tutte le settimane vai alla catechesi? Regala un sorriso.
Ti senti pronto a seguire le tracce del risorto, ti rendi davvero conto che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa, senti il desiderio di portare tutto nelle mani del Padre e lasciare che lo Spirito guidi di i tuoi passi? Se è così, allora auguri, caro amico, oggi è la tua festa!
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Autore: Ciccio56
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